(se usi lo smartphone clicca sull'immagine)

L'Aquario è costellazione tipicamente autunnale abbastanza estesa, dal momento che copre poco meno di 1000 gradi quadrati; era chiamata dai greci Hydrochos e dai romani Aquarius, parole che hanno lo stesso significato, perché in questa plaga si vide un uomo che versava dell'acqua nella la bocca del sottostante Pesce Australe. Non è una costellazione appariscente, in quanto le sue stelle più brillanti sono appena di terza grandezza. È facile individuarla perché osservando grosso modo a meta strada tra l'orizzonte e lo zenit salta subito agli occhi il caratteristico asterismo formato da 4 stelle all'incirca della stessa luminosità poste a triangolo con una stella nel mezzo; a molti richiama alla mente lo stemma di una Mercedes. Questo quartetto è situato presso il bordo settentrionale della costellazione che da lì si estende per parecchi gradi nelle tre altre direzioni del cielo.
Esaminiamo proprio la stella al centro di questo "stemma" che è la Zeta Aquarii, una stella doppia dalle componenti di luminosità molto simile (magnitudini 4.4 e 4.6) che fu studiata per la prima volta da W. Herschel nel 1779 e che da allora stata costantemente seguita. In base alla reciproca posizione delle 2 stelle, si è potuto stabilire il loro periodo orbitale in circa 800 anni. La separazione è attualmente inferiore a 2 secondi d'arco e può essere quindi usata sia per sondare la bontà delle ottiche dei piccoli strumenti amatoriali, sia quella del seeing, ossia il grado di turbolenza atmosferica. Si tenga a mente, infatti, che 1 secondo d'arco è un valore piccolissimo misurato sulla volta celeste: corrisponde più o meno all'angolo sotteso da una moneta da 1 euro osservata alla distanza di oltre 4.5 chilometri! Riuscire quindi a sdoppiare la Zeta Aquarii in condizioni di cielo medie non è poi così facile come si potrebbe a prima vista pensare.
Alfa, di terza grandezza, ha praticamente lo stesso spettro del Sole, salvo il fatto che è 3000 volte più brillante! Appartiene infatti al ramo delle giganti ed è distante 760 anni luce.
Beta è la più brillante della costellazione — anche se è appena 5 centesimi di magnitudo inferiore alla Alfa — e presenta anch'essa uno spettro simile a quello del Sole (è solo un po' più calda); è distante 612 anni luce ed è 2000 volte più brillante della nostra Stella.
L'ultima stella di 3ª grandezza è la Delta, bianca, distante 160 anni luce e un centinaio di volte più brillante del Sole.

INIZIO PAGINA