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Presentazione
 
Lo storico telescopio da 147 cm di diametro
costruito da W. Herschel nel 1789
Mi chiamo Piero Mazza, sono di Milano e mi occupo di astronomia da oltre 35 anni. Nella vita, comunque, faccio tutt'altro: sono un musicista di professione (se per caso volete conoscere i miei gusti musicali cliccate qui). Ma non paragonatemi nemmeno lontanamente al grande Herschel: costui ha praticamente costruito il cielo profondo dal nulla, mentre io mi limito a osservare quello che c'è già.
Oltre all'astronomia amo molto la montagna e ogni tanto mi capita di lanciarmi in qualche escursione (vedi). E se è vero che l'avventura continua, trovo altresì molto bello e riposante tuffarmi negli abissi, una passione che ho scoperto solo alcuni anni fa e che ho sunteggiato in questa buffa immagine.
Riguardo alla mia attività di astrofilo lasciate ora che vi dica come osservo il cielo.
Due anni all'osservatorio del nostro circolo, al tempo in cui questo era operativo, mi hanno sicuramente fatto apprendere cose nuove, fra le quali la ripresa e l'elaborazione delle immagini digitali; ma tutto questo non è servito a distogliermi dalla mia vecchia passione: l'osservazione visuale. Non ho mai dimenticato, infatti, l'emozione di quand'ero un ragazzo e per la prima volta ho puntato un binocolo 10x40 sul cielo stellato. Ed è forse per questo che sento il desiderio di rendere partecipe chi vuole dedicarsi a quest'attività.
Non occorrono apparecchiature costose per godere dell'osservazione visuale: alcune osservazioni, soprattutto di ammassi aperti, si possono addirittura compiere ad occhio nudo, basti pensare alle Pleiadi, alle Yadi, ad Acca e Chi Persei.... Cominciamo, pertanto a familiarizzare con i principali oggetti diffusi (a parte Via Lattea, beninteso) visibili senza ausili ottici e che per la maggior parte sono costituiti da ammassi aperti.
La sezione dedicata al DeepSky, molto vasta e che richiederà aggiornamenti continui per quanto concerne l'osservazione e le relative descrizioni, dopo l'introduzione comincerà proprio dagli ammassi aperti; consultando un'apposita tabella di quelli osservabili a occhio nudo vi accorgerete che saranno di più di quelli che la gente comune normalmente ritiene. Si tratta chiaramente di un esercizio fine a se stesso volto a mettere in atto la propria abilità osservativa. Tuttavia, una volta localizzato in cielo, sarà comunque opportuno inquadrare l'oggetto in un binocolo o in un piccolo telescopio per poterlo pienamente apprezzare. Se poi alcuni accaniti osservatori ne avessero localizzati degli altri senza ausilii ottici spero non esitino a farmelo sapere.
Approfondiremo poi l'osservazione binoculare per approdare infine a quella telescopica. Ce n'è quindi per tutti i gusti. Ovviamente più si sonda nel profondo del cosmo e più le galassie la fanno da padrona in quanto rappresentano oltre il 90 per cento degli oggetti visibili con telescopi amatoriali. Fatemi dunque sapere.
Il vecchio dobson che è stato fedele compagno
d'osservazione per 17 anni (puoi ingrandire)
Una raccomandazione, però: in questo genere di osservazione è importantissima l'onestà. Non tanto per gli altri, sia chiaro, quanto per se stessi. Tante volte, specialmente con l'amico Franco Bertucci, grande conoscitore del cielo e che considero giustamente il mio maestro, mi sono trovato, all'inizio della mia ... carriera osservativa, nella condizione un po' imbarazzante di dover ammettere di non essere riuscito a vedere una certa galassia. Pazienza, pensavo, forse non ho ancora la vista sufficientemente allenata, oppure la mia sensibilità retinica non me lo consente. Ma se avessi invece affermato di aver visto ciò in realtà non vedevo avrei per prima cosa ingannato me stesso. Avrei anche perso una sfida con me stesso. Non si dimentichi infatti che certe osservazioni, quelle condotte ai limiti strumentali, oltre a conferire un indubbio tocco di fascino all'osservazione visuale, costituiscono vere e proprie sfide. Se da un lato è bello e appagante contemplare la Nebulosa di Orione o M 51, non c'è da dubitarne, dall'altro può essere anche più eccitante andare a caccia di gemme nascoste, deboli e poco conosciute che mettono talvolta a dura prova l'abilità dell'osservatore.
Vi renderete conto ben presto che è solo questione di allenamento visivo. Con qualche semplice trucco, che esporremo via via, vi accorgerete che, ad esempio, con un 20 centimetri è possibile vedere galassie che sono di solito appannaggio di un 30. Lo stesso Franco più di una volta era rimasto sorpreso nel venire a sapere che col mio 40 ero riuscito a vedere oggetti che lui stesso giudicava difficili nel suo leviathano da 67 cm! (v. la NOTA)
E a proposito di osservazioni spinte al limite: avete mai provato a osservare tutti gli oggetti Messier con un 12×50? O una galassia di 14-esima con un 25 centimetri?
Sono certo che avrete delle sorprese!

Piero Mazza
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Uno degli esempi più eclatanti che per alcuni anni ha tenuto banco presso alcuni soci del nostro Circolo era il rifiuto da parte di Franco di credere che avessi osservato NGC 2885, una galassia del Leone che il Deep Sky Field Guide riporta di 14-esima e il Megastar addirittura di 14.8. Una volta che eravamo insieme al Giovà durante una gelida e limpida notte invernale gliel'ho inquadrata dicendogli scherzosamente: «Adesso finalmente la smetterai di rompermi le p****!». È finita in una bella risata!


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