R Leonis
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Leslie Peltier

Campo di R Leonis; sono mostrate le stelle
sino alla 9ª grandezza (da ingrandire)
È una delle più brillanti variabili rosse a lungo periodo, osservabile in un buon 20×80 anche durante i minimi di luce. Ad ogni modo, per la maggior parte del periodo è sufficiente un 12×50 in un cielo limpido e senza luna.
R Leonis è stata scoperta nel 1752 dal polacco J. A. Koch ed è la quarta variabile a lungo periodo in ordine di scoperta dopo Mira Ceti, Chi Cygni ed R Hydrae. In una lettera indirizzata all'astronomo J. E. Bode dell'Osservatorio di Berlino, Koch scriveva a proposito delle sue osservazioni: «Mi son permesso, signore, di comunicarle alcune osservazioni che ho effettuato, nel corso di diversi anni, della 420-esima stella del Catalogo Zodiacale del Mayer [R Leonis, nda] che mi sono parse molto importanti. Questa stella ha presentato variazioni considerevoli della sua magnitudo: nel 11004, quando per la prima volta l'avevo osservata al telescopio, l'avevo stimata di 7ª grandezza e appariva molto più debole della vicina Mayer 419 [19 Leonis, nda]. Nel febbraio del 1782 era salita alla 6ª e quindi visibile a occhio nudo. Alla fine di aprile del 1783 era di 9ª e all'inizio d'aprile dell'anno successivo scesa alla 10ª».
Fra gli osservatori storici di questa stella non poteva mancare Leslie Peltier, valente astrofilo americano vissuto tra il 1900 e il 1980 che nella sua lunga e prolifica carriera osservativa, iniziata a 18 anni con un modestissimo rifrattore da 50 mm, che si era comperato raccogliendo fragole, e protrattasi sino alla sua morte, ha collezionato la scoperta di una dozzina di comete, 2 novae e 132.000 (!) osservazioni di stelle variabili, divenendo uno dei maggiori membri onorari dell'AAVSO. Si racconta che persino durante un ricovero per un attacco di cuore compisse in segreto osservazioni dalla sua stanza d'ospedale; non sorprende dal momento che, come scrisse egli stesso nel suo emozionante best seller Starlight Nights, in avvertimento a coloro intenzionati a intraprendere l'attività di variabilisti, è importante «avvicinarsi a questo tipo osservazioni con grande cautela per non divenire totalmente assuefatti». Evidentemente, secondo questo grande appassionato, lo studio assiduo e sistematico delle variabili ha l'effetto di una vera e propria droga!

Mira Ceti (HST)
Come molte variabili tipo Mira Ceti, anche R Leonis non presenta una forma sferica, ma piuttosto quella di un ellissoide di rotazione con assi pari a 78 e 70 millisecondi d'arco; queste misurazioni molto accurate sono state rese possibili dall'FGS (Fine Guidance Sensor) del Telescopio Spaziale che operando al di fuori dell'atmosfera può sfruttare la sua apertura ai limiti teorici di diffrazione. Alla distanza di 400 anni luce questi valori si traducono in un diametro maggiore e minore di 1.40 e 1.26 miliardi di km rispettivamente. Significa che se si trovasse al posto del Sole arriverebbe a lambire niente meno che l'orbita di Saturno! Il periodo di R Leonis è di 312 giorni (poco più di 10 mesi) durante i quali la stella può variare dalla magnitudine 4.4 alla 11.3; tuttavia l'ampiezza non è costante e mediamente queste variazioni avvengono tra la 5ª e la 10ª grandezza.
Se esaminate la curva di luce relativa al periodo 1990-2000 noterete alcune interruzioni che, com'è facile intuire, cadono in corrispondenza delle congiunzioni eliache della stella. Se desiderate osservarla e registrare voi stessi le variazioni di luminosità potete farlo con l'ausilio dell'immagine tratta da una cartina dell'AAVSO che potete visualizzare cliccando qui.

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Da Nuovo Orione, "Stelle e Profondo Cielo" (Marzo 2004)

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