P Cygni
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Immagine di P Cygni ottenuta al telescopio di 1,5 m.
dell'Osservatorio di Haute-Provence.
Riportata sugli atlanti anche come 34 Cygni, è una variabile scoperta nel 1600 da Willelm Blaeu, navigatore olandese, cartografo e costruttore di globi celesti, nonché amico del celebre Tycho Brahe; l'aveva osservata di 3ª grandezza, ma precedentemente non era visibile a occhio nudo e non è quindi da escludere che fosse giunta a tale luminosità in modo alquanto repentino. Tuttavia, col passare degli anni, la stella parve seguire strane vicissitudini fotometriche che la portarono successivamente a sparire dalla vista per poi riapparire come un debolissimo astro di 6ª magnitudo sino a risalire alla 3ª, valore confermato anche dall'italiano Cassini.
Oggi l'astro oscilla irregolarmente tra la 4ª e la 5ª grandezza e se il cielo non è limpido non è certo di identificazione immediata.
Ma cos'è esattamente P Cygni? Gli astronomi sono quasi sicuri di trovarsi di fronte a una stella che si sta avviando verso la fase di declino della propria esistenza. È un evento che ha sicuramente dell'eccezionale, se pensiamo alla durata di vita delle stelle che, nel caso in questione, è dell'ordine dei milioni di anni; si tratta evidentemente di un valore enorme se comparato con la vita media degli astronomi (e degli esseri umani in genere!). Ma per chi ha dimestichezza coi tempi caratteristici dell'evoluzione stellare, ed è quindi a conoscenza che una stella media come il Sole vive attorno ai 10 miliardi di anni, alcuni milioni di anni possono sembrare davvero pochi. Di fatto P Cygni è una supergigante azzurra di classe spettrale B 1, del diametro 106 milioni di chilometri (76 volte il raggio solare!) e con temperatura superficiale di circa 18.000 gradi; la sua luminosità bolometrica, ossia calcolata su tutte le lunghezze d'onda, è risultata essere oltre 300.000 volte quella del Sole. Ora, in base ai modelli teorici elaborati dagli astrofisici, sappiamo che tanto più luminosa e massiccia è una stella tanto più rapida è la sua evoluzione; in certi casi la stella termina bruscamente la propria esistenza col subitaneo e abbagliante fulgore di una supernova del II tipo. Ma forse non è il caso di P Cygni: data la gran quantità di materiale eiettata durante i trascorsi parossisimi esplosivi, è invece probabile che la stella evolva una Wolf-Rayet; si è infatti potuto stabilire che P Cygni è circondata da un esteso involucro gassoso, frutto di un vento stellare assai violento che le fa perdere circa 2 masse solari all'anno; qui è presente un elevato gradiente di temperatura responsabile della peculiarità delle righe spettrali che si osservano, le quali appaiono molto allargate e affiancate, nella direzione verso il blu, da righe di assorbimento: a questa particolarità è stato dato appunto chiamata effetto P Cigni, abbastanza raro, ma che è stato osservato anche in alcune stelle situate in galassie esterne come M33.
La P Cygni è altresì associata all'omonimo piccolo ammasso che si estende a W della stella; si calcola che quest'ultimo sia distante circa 7500 ani luce, il che farebbe della P Cygni una delle stelle più lontane visibili a occhio nudo.

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Da Nuovo Orione, "Stelle e Profondo Cielo" (Ottobre 1996)

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 CIGNO