Melotte 111
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Melotte 111 (© Perseus Planetarium)
Denominato anche Collinder 256, è uno dei più vasti ammassi aperti dei cielo, preceduto soltanto dalle Yadi e da Collinder 285 (ma quest'ultimo è difficilmente riconoscibile come tale essendo particolarmente disperso). Quest'oggetto cospicuo è situato a ridosso di Gamma Comae e ha un'estensione di quasi 5 gradi, il che lo rende a mala pena visibile in un modesto binocolo 10x50 (sarebbe un po' come se si pretendesse di osservare le Pleiadi in un telescopio, tanto per intenderci); per contemplarlo nella sua interezza è dunque meglio ripiegare su un piccolo binocolo grandangolare con non più di 7 o 8 ingrandimenti.
Melotte 111 fu catalogato per la prima volta da Tolomeo nell'anno 138, ma non è mai stato incluso nel catalogo di Messier, né nel più voluminoso NGC, in quanto la sua vera natura è stata dimostrata solo nel 1938 da Trumpler, che vi aveva identificato 37 stelle fisicamente legate. Prima di lui l'astronomo inglese di origine belga Philibert Jacques Melotte (1880-1961), l'aveva numerato nel suo catalogo del 1915, comprendente 245 ammassi aperti, appunto col numero 111. Precedentemente stimato a una distanza di 260 anni luce, questa è stata rivista al rialzo in seguito ai dati astrometrici forniti dal satellite astrometrico Ipparco dell'ESA che l'ha collocato a 288 anni luce. È interessante notare che l'appartenenza delle singole componenti all' ammasso si è potuta stabilire abbastanza facilmente misurando il loro moto proprio; Melotte 111 si muove, infatti, quasi perpendicolarmente alla nostra linea di vista verso sud-est, al ritmo di circa 2 centesimi di secondo d'arco all'anno, un valore a prima vista infinitesimale, ma perfettamente misurabile con le tecniche moderne; pertanto, pur non presentando i suoi membri virtualmente alcuno spostamento Doppler nelle righe spettrali, grazie a questo debole moto proprio collettivo se n'è potuto stabilire il legame gravitazionale.
Lo Sky Catalog 2000 fornisce per l'ammasso un'età di 400 milioni di anni, analoga dunque a quella delle Pleiadi; le componenti più brillanti, se escludiamo Gamma Comae, un astro arancione che però non fa parte dell'oggetto, sono di 5ª magnitudo e si tratta per lo più di stelle bianco-azzurre di classe spettrale A. La magnitudo totale integrata dell'ammasso è 1.8.
Sarà opportuno ricordare che Philibert Jacques Melotte, astronomo britannico di origine belga vissuto tra il 1880 e il 1961, non si era dedicato solo allo studio degli ammassi aperti; era stato infatti scopritore nel 1908 di Pasiphae, una delle lune di Giove — che sino al 1975 era nota semplicemente come «VIII Luna», nonché dell'asteroide #676, scoperto a Greenwich il 16 gennaio 1909, che in suo onore era stato chiamato Melitta (era questa la forma attica di mélissa che in greco significa "ape", ma l'assonanza con Melotte era comunque sorprendente!)

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Da Nuovo Orione, "Stelle e Profondo Cielo" (Aprile 2003)

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