Le ultime notizie dell'osservatore
 
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Eventi astronomici di primavera (a cura di Ana Feria) 

(© Ana Feria, astroshop.it)
16 marzo – Maniglia d'oro
Un evento affascinante: la maniglia d'oro sulla Luna. Come una maniglia di luce essa spezza la notte lunare appena al di là del Terminatore (linea grigia o zona crepuscolare). Mentre il cratere Sinus Iridum si trova ancora al buio, il sole illumina già la vetta contornata della catena montuosa del Giura. Un anello d'oro nell'oscurità.

27 marzo – La luna incontra Giove
La luna sorgerà solo dopo la mezzanotte. Tuttavia, non sarà sola. Sarà accompagnata da Giove e vagherà con lui nel cielo per il resto della notte. Giove rimarrà poco sotto la luna ad una distanza di circa 50 secondi d'arco.

5 aprile – Asteroide Iris in opposizione
Iris è uno dei più grandi oggetti catalogati della fascia degli asteroidi con un diametro di circa 200 km. Il 5 aprile entrerà in opposizione al sole e raggiungerà una magnitudine di 9.4.

9 aprile – Asteroide Pallade in opposizione
Questo mese l'asteroide Pallade entra in opposizione e raggiunge una magnitudine di 7.9. Quindi potrà essere visto a partire con l'aiuto di un binocolo, e osservato sicuramente con un telescopio. Ma esso sembrerà solo un ulteriore puntino tra stelle. Tra il 10 e il 12 aprile Pallade passerà la luminosa η Boötis con una magnitudine di 2.6. Sarà facile vederli entrambi, poiché visibili in un unico campo visivo.

9 aprile – Incontro tra Luna, Marte e Aldebaran
La stretta falce di luna si mostrerà stasera, insieme a Marte e alla luminosa stella principale Aldebaran, nella costellazione del Toro.

11 aprile – Massima elongazione occidentale di Mercurio
Mercurio, essendo il pianeta più interno, orbita sempre molto vicino al Sole, e pertanto è osservabile solo col cielo chiaro. Alla data sopra indicata si troverò alla massima distanza angolare dal Sole, pari a 27°, ma sarà difficilissimo comunque osservarlo, in quanto l'eclittica si abbassa in declinazione a occidente dell'astro diurno. I più arditi potranno tentarne l'osservazione al binocolo a partire dal giorno 16 poco dopo le 6 del mattino ad appena 3° (!) sull'orizzonte orientale e avvalendosi della vicinanza di Venere che si troverà a circa 4° in alto a destra.

22 aprile Liridi
La massima attività di questo celebre sciame meteorico avvienea attorno al 22 aprile con un numero variabile da 10 a 20 meteore all'ora. L'orario ottimale di osservazione è tra le 22:00 e le 4:00 del mattino. Prima di mezzanotte possiamo goderci la volta stellata senza la luna che ci ostacola. Il radiante è situato a circa 4° sud di Vega.

18 maggio – Luna blu
Com'è noto si parla di "luna blu" quando la luna piena cade due volte in un mese. Di solito vediamo solo una luna piena al mese. Ciò è possibile in quanto il mese sinodico lunare è di 29.5 giorni, mentre maggio di giorni ne ha 31. Ogni 2 anni e mezzo circa può dunque verificarsi una seconda luna piena nello stesso mese.

La cometa Iwamoto 

(© Rolando Ligustri)
Pare che questa cometa, denominata ufficialmente C/2018 Y1 si stia comportando secondo le previsioni. Attualmente è di 7ª grandezza, alla portata quindi di un binocolo, ed è comodamente visibile nel Leone attorno alla mezzanotte (quando la costellazione si trova praticamente in meridiano); tuttavia è già osservabile alle 8 o 9 di sera.
La cometa è passata al perielio lo scorso 6 febbraio e transiterà alla minima distanza dalla Terra il giorno 12, quando si troverà a 0.3 U.A. (45 milioni di km). Dovrebbe allora guadagnare ancora mezza magnitudo, arrivando così alla 6.5, per poi ridiscendere alla 9ª all'inizio di Marzo. Chi ha avuto modo di osservarla l'ha descritta come ampia e diffusa, con una tenue condensazione centrale. Le stime della chioma si situano tra i 20 e i 30 primi, vale a dire poco meno delle dimensioni della luna piena.
Quando si ha a che fare con oggetti molto diffusi, la trasparenza del cielo è fondamentale nelle stime di magnitudine: chi infatti riesce a vedere una porzione maggiore di chioma attribuisce ovviamente una luminosità integrata maggiore di chi effettua la stima dai cieli suburbani dai quali è osservabile soltanto la parte più interna della chioma. Fortunatamente la Iwamoto si troverà ad elevate altezze sull'orizzonte meridionale, dove la differenza di trasparenza tra un sito e l'altro può essere molto minore.
Se la cometa 46P/Wirtanen, apparsa alla fine dello scorso anno, non presentava alcuna coda all'osservazione binoculare, per la Iwamoto potrebbe essere diverso. Qualche osservatore avrebbe infatti riportato, in occasione del passaggio al perielio, traccia di una coda lunga 1.5 gradi che puntava verso NW utilizzando un piccolo cannocchiale di appena 45 mm di diametro! Anche se la Iwamoto è visibile in un 10x50, occorre quindi osservarne la chioma in un telescopio da 20 cm a non più di una 50-ina di ingrandimenti, onde mantenere il campo oculare di almeno 1 grado. Meglio ancora utilizzando un filtro Swan Band che enfatizza l'emissione del C2 tipico delle chiome cometarie.
Interessante sarà l'osservazione del 14 febbraio quando la Iwamoto transiterà nei pressi di NGC 2903, una galassia brillante situata 1.5° a sud di λ Leonis; la luna sarà già, purtroppo, in fase avanzata, ma si troverà a quasi 60° più a W, per cui non dovrebbe disturbare più di tanto. La cartina pubblicata, tratta dal sito della UAI e in versine stampabile, mostra il percorso della cometa sino al 1° marzo.

Una ... super Luna? 

(© Giorgia Hofer, rivista Coelum)
Quando lo scorso 21 gennaio s'è verificato l'eclissi di Luna, il nostro satellite era stato definito dai media "superluna", in quanto si trovava nei pressi del perigeo. Ma a essere precisi, il nostro satellite si troverà ancora pià vicino alla Terra il prossimo 20 febbraio, quando la sua distanza sarà pari a 351000 km (la distanza della Luna al perigeo vero e proprio è di 355600 km, ma osservandola occorre sottrarre i 6480 km corrispondenti al raggio terrestre). Tradotto in dimensioni angolari, che poi sono quelle che maggiormente c'interessano, significa una differenza di appena 4 primi d'arco tra apogeo e perigeo, una variazione apprezzabile a mala pena a occhio nudo e pressoché impossibile senza una ... seconda luna di confronto! Ma l'effetto è sicuramente evidente in fotografia giustapponendo le due immagini.

I pianeti posso realmente foggiare il nostro destino 
Come sarà quasi certamente capitato a ogni astrofilo, anch'io ho dovuto sperimentare più di una volta la seccatura di essere definito "astrologo". E pazientemente cerco sempre di spiegare che l'astronomia è lo studio dell'Universo, mentre l'astrologia è la pretesa che questo Universo abbia il controllo della nostra vita. Limitandoci al caso del Sistema Solare sappiamo che in realtà non c'è alcun motivo per cui la posizione dei pianeti alla nostra nascita debba influenzare il corso della nostra esistenza. Tuttavia — e questo non ha nulla a che vedere con l'astrologia — pare assodato che il moto dei pianeti abbia fortemente influenzato la storia dell'uomo.
Per parecchi milioni di anni i cambiamenti climatici in Africa hanno ripetutamente foggiato l'evoluzione umana; queste variazioni climatiche, dovute all'influenza non solo della Luna, ma anche dei pianeti giganti Giove e Saturno, sono legate a complesse serie di oscillazioni ritmiche, sia dell'orbita terrestre, sia della rotazione terrestre attorno al proprio asse. Alcuni aspetti importanti e innovativi dell'evoluzione come la postura eretta, l'utilizzo del fuoco (siamo gli unici viventi riusciti a produrre e addomesticare il fuoco per una molteplicità di scopi) e l'aumento di dimensioni del cervello rispetto agli altri primati sembrano legati a rapide alterazioni climatiche occorse in un lontano passato. Grazie a queste si sono potute sviluppare la scienza e la tecnologia che hanno permesso all'uomo di scoprire la sua lunga storia.
Oggi, ironia della sorte, è proprio la tecnologia sviluppatasi grazie ai cambiamenti climatici a minacciare la nostra esistenza: difficile quantizzare in quale misura (variazioni climatiche avvengono comunque e indipendentemente dall'attività umana); ma sicuramente non stiamo aiutando la natura a proteggerci al meglio. È ovvio che se l'astrologia non può certo darci una mano, l'astronomia può invece farlo. Allargando l'ambito delle nostre conoscenze e sfruttando l'immensa capacità di adattamento dell'uomo, è possibile puntare sull'esplorazione planetaria per meglio capire il nostro clima ed essere quindi in grado di reagire in modo efficace alle sfide si presentano oggi e forse ancora più in futuro.

Scoperta una piccola luna della Terra 

(© Sky & Telescope)
Ne è passato di tempo da quando, poco più di 60 anni fa, l'astronomo polacco Kazimierz Kordylewski (1903-1981) affermava di aver individuato delle minuscole lune addensate in ammassi localizzati nei punti L4 ed L5 dell'orbita terrestre!. Le "Nubi di Kordylewski", come sono ancora comunemente chiamate, sono sempre state controverse, in quanto da allora pochissimi sono riusciti a individuare queste formazioni fantasma; tra l'altro, la sonda giapponese Hiten, lanciata 24 gennaio 1990, è passata attraverso i punti di librazione per rilevare eventuali particelle intrappolate, ma non ha rilevato alcun incremento del livello delle polveri rispetto alla densità dello spazio circostante.
Ad ogni modo, il 27 aprile 2016 gli astronomi avevano annunciato la scoperta di 2016 HO3, un asteroide con dimensioni di una 40-ina di metri che si comporterebbe come un satellite della Terra. Scoperto dal telescopio Pan-STARRS 1 situato ad Haleakala (Hawaii), l'asteroide, di 24-esima grandezza, pare sia collocato su un'orbita relativamente stabile; sebbene abbia eluso le ricerche sino alla data sopra indicata, è altamente probabile che l'oggetto sia stato catturato dalla Terra da almeno un secolo e rimarrà suo compagno per i secoli a venire.
Non si deve tuttavia pensare a una vera e propria luna, come quelle ipotizzate da Kordylewski. L'orbita di 2016 HO3, leggermente inclinata rispetto al piano dell'eclittica, è infatti molto bislacca e nell'arco di 6 mesi porta l'oggetto alternativamente a 38 e 100 volte la distanza Terra-Luna. Ma per rendersi conto in concreto di ciò che avviene si veda l'animazione cliccando al → link seguente.

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