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Gli strumenti di osservazione impiegati nel corso degli anni non sono certo stati molti: un 20×80, un Comet-Tracker, strumento molto compatto da 15 cm aperto a F/3.6, un 25 cm. (il glorioso DS 10, successivamente modificato in altazimutale) e, sino al 2009, un 41 cm autocostruito che m'ha dato tante soddisfazioni per circa 17 anni. Solo rececentemente ho deciso di fare un salto di qualità acquistando un newtoniano da 60 cm col quale mi propongo non soltanto di allargare il mio orizzonte osservativo, ma anche effettuare una serie di confronti col Leviathano da 66 cm dell'amico Franco Bertucci. Fedele compagno, e come tale perennemente presente nella mia borsa, è un Nikon 12×50 col quale spesso mi diverto a fare del semplice e riposante turismo stellare. Qualche volta, però, lo strapazzo (leggi: lo spingo in condizioni estreme!), nel senso che mi metto a cercare oggetti che solitamente sono visibili in binocoli di classe superiore; ma se le condizioni di cielo sono buone devo dire che risponde pienamente alle mie aspettative. Non mi dilungo sull'importanza dell'osservazione col binocolo, per la quale rimando all'apposita pagina che troverete fra gli argomenti di questo sito. Per quanto concerne i luoghi osservativi, prediligo il Passo del Giovà, facilmente raggiungibile in un paio d'ore d'auto da Milano durante tutto l'anno e ancora relativamente buio, almeno verso sud. Quando in condizioni di alta pressione il seeing raggiunge non di rado il secondo d'arco, è possibile condurre con profitto osservazioni a forti ingrandimenti che permettono di risolvere piccole nebulose planetarie o deboli dettagli galattici. In certe notti estive, tuttavia, m'è capitato (e anche abbastanza spesso) d'imbattermi in un'umidità così elevata da impregnarmi letteralmente il telo nero che avvolge le barre di sostegno del telescopio. Questo capita quando l'inversione termica ha luogo al di sopra della quota del campo osservativo che è situato a 1360 metri. Una delle località dove spesso mi recavo per gran parte dell'anno era il Passo S. Marco, unico valico tra la Val Brembana e la Valtellina e situato a un centinaio di chilometri dal capoluogo lombardo. Purtroppo il sud punta sull'inquinatissima Pianura Padana che inibisce l'osservazione degli oggetti deboli al di sotto dell'equatore celeste. Per non parlare della presenza costante del vento che più di una volta mi ha costretto a battere in ritirata e a riparare sullo slargo di un tornante situato quanche chilometro più a valle. Durante il periodo estivo di ferie ero invece solito osservare da una località situata in Trentino, nell'alta Val di Fiemme e paesaggi- sticamente stupenda; tuttavia, l'aumento vertiginoso della illuminazione pubblica di strade e stradine secondarie, sino a qualche anno prima nulla più che viottoli sterrati, ha ridotto drasticamente le mie possibilità osservative. Persino il mio ultimo baluardo, un bellissimo pianoro a ridosso della foresta dove si trovano gli impianti di risalita al Passo Lusia, è stato irrimediabilmente deturpato da un faro da 10000 watt collocato per "ragioni di sicurezza".
Nell'elenco di tutte le osservazioni che troverete nelle sezioni apposite, noterete che mancano completamente gli oggetti Messier. Si è trattato di una scelta personale: sono stati infatti descritti in lungo e in largo da astronomi di fama mondiale, per cui li considero troppo famosi per sottoporli a una pedissequa descrizione da parte mia. Preferisco contemplarli in silenzio e, al limite, farne cenno solo in casi particolari, come ad esempio se dovessi stilare un elenco di oggetti visibili a occhio nudo o tramite strumenti molto modesti. Può quindi capitare che faccia un diretto riferimento a questi oggetti in altre pagine del sito. D'altra parte ritengo che chi legge queste righe sia già a conoscenza, almeno a grandi linee, di queste 110 stupende pietre miliari disseminate nel firmamento, per cui non starò a spiegare come si trova la Nebulosa di Orione o la Galassia di Andromeda! Cercherò di sofermarmi prevalentemente su oggetti abbastanza deboli o magari un po'...stravaganti, ma soprattutto su grappoli di galassie, utilizzando apposite cartine tratte per lo più dal DSS (Digital Sky Survey, direttamente reperibile dalla rete) che possono essere comodamente scaricate e visualizzate con qualunque editor di immagini. Per la sezione concernente le varie costellazioni visibili dall'Italia ho invece utilizzato il software di simulazione astronomica Perseus realizzato da due brillanti soci del Circolo di Milano, Filippo Riccio e Luigi Fontana che ringrazio personalmente. Un'altra lacuna è costituita da una forte carenza di oggetti a declinazioni negative: d'altra parte si sa quanto sia difficile osservare con profitto al di sotto dei -10 o -20 per la quasi costante presenza di foschie e/o luci parassite. Peccato, perché alcuni ammassi galattici, potenzialmente visibili, sarebbero veramente interessanti... Sarebbe mia intenzione creare in futuro su questo sito un apposito file per le osservazioni visuali di altri astrofili di modo da confrontarle direttamente, purché siano sempre corredate di alcune fondamentali indicazioni quali Ø dello strumento, ingrandimenti e condizioni del cielo. Alcune di queste, come quelle di Coe, Gottlieb e Lung sono già disponibili e possono essere scaricate direttamente cliccando su ciascuno dei nomi. Quelle mie personali sono invece costantemente consultabili nell'apposita sezione, ma il visitatore può scegliere, per sua comodità, di scaricarle in blocco di modo da potersele visionare comodamente in locale. Il file unico, zippato, pesa attualmente circa 600 Kb ed è disponibile cliccando qui, oppure direttamente dalla HomePage (se non avete WinZip installato sul computer potete scaricarlo gratuitamente dalla rete). Il faldone è in costante aggiornamento, soprattutto per quanto concerne la sezione galattica, perché appena mi è possibile mi reco sul campo a effettuare nuove osservazioni. Si tenga ad ogni modo presente che per motivi di spazio, sempre importante quanto si ha a che fare con un download, nel file scaricabile ho inserito soltanto le descrizioni nude e crude, prive cioè di immagini: gli eventuali link punteranno pertanto a delle pagine vuote.
Ancora qualche chiarimento. L'edizione dell'Uranometria, a cui ogni tanto faccio riferimento nelle osservazioni, è la Prima Edizione pubblicata nel 1991 (in fondo a una descrizione potete cioè trovare una q seguita da un numero, dove ''q'' sta per ''quadro''); ci tengo a precisarlo perché nella nuova edizione è cambiata la numerazione delle carte riferite alle varie porzioni di cielo. Ho evitato, onde non appesantire inutilmente il tabulario, di riportare ogni volta, come sul brogliaccio originale, la data, il luogo osservativo, l'umidità e la temperatura delle singole notti, limitandomi a una schematica indicazione delle condizioni del cielo (che alla fine sono quelle che maggiormente contano). Per quanto riguarda alcune galassie molto deboli o comunque difficili da vedere e, a maggior ragione, per gli ammassi di galassie, oltre alle descrizioni ricavate dal mio brogliaccio cercherò, pian piano, di fornire anche alcune cartine dettagliate, di modo che il visitatore, se crede, può dapprima studiarsele e farsi un'idea abbastanza precisa di cosa può effettivamente osservare una volta giunto sul campo. Con ciò penso di aver detto tutto: non mi resta quindi che augurare a tutti cieli sereni e buone osservazioni. _______________________________________________________________ Nella pagina successiva è riportato il sommario che conduce alle varie sezioni: |