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Scudo di Sobieski | ![]() |
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Essendo costituita da stelle che non superano la 4a grandezza non si può definire una costellazione appariscente; passeremo brevemente in rassegna le prime 4 che, assieme, costituiscono una losanga e danno un'idea ben approssimata dell'estensione da nord a sud dello Scudo di Sobieski. Cominciamo dunque con la Alfa, che è l'unica stella appena più brillante della magnitudine 4. E una gigante giallo-arancio distante 180 anni luce dalla Terra e una luminosità intrinseca pari a 70 volte quella del Sole; si trova grosso modo al centro dell'asterismo. Beta Scuti, situata presso il bordo settentrionale della costellazione, è una stella giallognola di magnitudo 4.2. Pur avendo un indice di colore (e quindi una temperatura superficiale) del tutto simile al Sole, è però un astro molto grande e luminoso, 360 volte più brillante della nostra stella e distante poco meno di 500 anni luce da noi. Al capo opposto della costellazione, verso sud-est, troviamo la Gamma che può già essere annoverata fra gli astri di 5a grandezza. E una stella bianca, distante 146 anni luce e una ventina di volte più brillante del Sole; la si può considerare un classico membro della Sequenza Principale. Infine Delta Scuti è una stella bianco-giallastra di magnitudo 4.7, 36 volte più brillante del Sole e distante 190 anni luce. Assieme alla Epsilon, ubicata a meno di un grado verso NNE, viene utilizzata dai visualisti per trovare l'ammasso aperto M26. È doveroso, prima di chiudere, menzionare R Scuti, situata a 1 grado di distanza a sud della Beta, un'interessante variabile scoperta da Piggot nel 1795 e che in 135 giorni muta il suo splendore tra la magnitudo 4.4 e la 8.2. Quando è al massimo è dunque la terza stella più brillante dello Scudo e può essere facilmente vista a occhio nudo! Più difficile è invece apprezzarne la variazione di colore cui è soggetta nel corso del ciclo, quando cambia dalla classe spettrale G alla K.
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