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È una piccola costellazione australe di 290 gradi quadrati, delimitata da una decina di stelle poco brillanti,
ma che tuttavia, trovandosi subito a sud di Orione, risulta facile da identificare. Interessante è il fatto
che fosse già nota con questo nome non solo nell'antica Grecia, ma anche nel mondo arabo.
Solo Alfa e Beta hanno una magnitudo inferiore alla 3:
la prima è una gigante bianca di grandezza 2.6 distante oltre 900 anni luce e 6000 volte più brillante del Sole;
è talvolta nota col nome arabo Arneb che significa semplicemente "lepre";
una debole compagna di 11a è presente a 36 secondi d'arco verso sud-est. La seconda costituisce
invece un sistema multiplo formato da 5 stelle denominate Beta Leporis A, B, C, D
ed E. A è ovviamente la più brillante, con una magnitudo
di 2.8; si tratta di una gigante gialla distante poco più di 300 anni luce, di spettro simile a quello del Sole,
ma con una luminosità 550 volte superiore; in qualche testo specializzato la possiamo trovare con nome di
Nihal ("cammello"?). La componente B, di grandezza 7.3,
è situata a soli 2.5 secondi NW della principale e dato il forte sbilanciamento di luminosità, di quasi
5 magnitudini, non possiamo fare affidamento sui piccoli rifrattori da 70 o 80 millimetri per osservarla
e confidare, quindi, nei limiti teorici stabiliti dalle leggi dell'ottica. La C
è una stellina di 11.8 che si trova a poco più di un primo d'arco SE della principale. Si può al limite osservare,
sempre che il seeing lo consenta, in un 114 a ingrandimenti elevati, sia per limitare l'abbagliamento indotto
dalla primaria, sia per evitare che uno dei baffi di diffrazione prodotti dalla crociera del secondario la possa
accidentalmente occultare (questi baffi, infatti, si smorzano rapidamente dal centro della sorgente verso l'esterno).
La D e la E sono due astri di
magnitudo 10.3 situati a 3.4 e 6 primi rispettivamente e in angoli di posizione pari a 75° (ENE) e 58° (NE);
sono entrambe osservabili in un 114.
Fra le stelle di terza grandezza possiamo ancora elencare la Epsilon, gigante rossa
distante 160 anni luce e 100 volte più brillante del Sole. Infine la My stella bianca
leggermente variabile che quando è al massimo di luce supera, sia pur di poco, la stessa Epsilon.
L'ampiezza è comunque modesta, non superiore a 0.4 magnitudini e si sviluppa in un periodo di un paio di giorni.
E dal momento che stiamo parlando di variabili non manchiamo di dare un'occhiata alla
R Leporis situata verso l'estremità nord-occidentale della costellazione,
a 3.5 gradi WNW della stella precedente; è una variabile tipo Mira che in 432 giorni
(poco più di 14 mesi) vede oscillare la sua luminosità tra la 5.5 e la 11.7. Può quindi essere seguita
con un 114 durante l'intero ciclo, ma durante il massimo di luce potrebbe addirittura costituire una
sfida a occhio nudo per chi è dotato di una vista d'aquila! La R Lep, scoperta da Hind nel 1845,
è oggi nota fra i variabilisti come Crimson Star o Stella Cremisi
per il suo colore rosso cupo che ricorda alcuni astri come la stella granato di Herschel
(My Cephei) o la TX Piscium
(la n.19 della costellazione dei Pesci). Sino a poco tempo fa veniva classificata come N8, ma gli spettri R ed N,
che, si badi bene, non sono posteriori al tipo M, sono caduti in disuso e oggi rimpiazzati dal generico spettro C
indicante la presenza di marcate righe del carbonio. La temperatura superficiale di R Leporis si aggira, infatti,
sui 2500 gradi Kelvin (circa 2200 Celsius), analoga a quella dei tipi spettrali M più avanzati.
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