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Si narra che quando Anfitrione si accorse della straordinaria forza di Ercole, che sua moglie Alcmena aveva avuto da Zeus, spaventato lo mandò a pascolare le greggi sul Citerone, una montagna situata tra l'Arcadia e la Beozia. Qui uccise un leone, con la pelle del quale fece poi il suo vestimento. Un altro leone, questa volta proveniente dalla valle Nemea nell'Argolide, lo troviamo successivamente in lotta con Ercole durante la sua prima fatica; era una bestia invulnerabile che tuttavia il giovane, come il biblico Sansone, riuscì a strozzare con le proprie mani. È probabilmente a quest'ultima belva che fa riferimento l'omonima costellazione dello Zodiaco, tipicamente primaverile, che, meglio di tante altre, sembra mostrare i principali tratti schematici dell'animale: la stella Alfa, di prima grandezza, la Beta, la Gamma e la Delta, di seconda grandezza, delineerebbero il corpo del felino, mentre la Epsilon, la My e la Zeta darebbero l'idea della criniera; infine, la zampa posteriore destra è costituita da alcune stelle di 4ª grandezza che si protendono verso sud.
Il Leone è, nell'insieme, una bella costellazione di 947 gradi quadrati facilmente riconoscibile perché, come abbiamo visto, comprende diverse stelle brillanti. La più luminosa, Alfa Leonis o Regolo (dal latino regulus, ossia "piccolo re") è una stella bianco-azzurra di classe spettrale B 8 appartenente alla Sequenza Principale, di magnitudo 1.36 distante 80 anni luce da noi e circa 300 volte più brillante del Sole; vanta pure il nome arabo Kabeleced, vale a dire il "cuore del leone", anche se è poco (o meglio: mai) usato.
Tuttavia, se escludiamo la zona orientale di circa 180 gradi quadrati che s'incunea tra la Virgo e il Sestante e che contiene solo stelle deboli, praticamente il grosso di questa costellazione è rappresentato da un asterismo che gli Inglesi chiamano The Sickle, ossia "falcetto" — che visivamente è senz'altro più intuitivo di un leone — ed è facilmente riconoscibile anche da cieli suburbani.
Il Leone occupava una posizione di primaria importanza quando le costellazioni furono create; in Mesopotamia, attorno al 4000 a.C. durante l'epoca dei Sumeri, il solstizio estivo cadeva per l'appunto quando il Sole si trovava qui (per il noto fenomeno della precessione degli equinozi il punto più alto dell'eclittica è ora retrocesso nei Gemelli). È allora probabile che il nostro termine solleone, usato per indicare un periodo di calura intensa, sia un retaggio di questo remoto passato.
Ma il riferimento al re degli animali, tramandato sino ai Greci, non era certo casuale, poiché nell'antico Egitto, ad esempio, avveniva che in conseguenza dell'elevata calura i leoni abbandonavano le tane nel deserto per dirigersi verso il Nilo a cercarvi refrigerio — con tutti i problemi che inevitabilmente venivano creati agli indigeni stanziati nelle zone in prossimità del fiume.
Il Leone è dunque una costellazione antichissima. Se i Sumeri chiamavano il Falcetto col nome di gis-mes, ossia "arma ricurva", i Sogdiani, che abitavano le terre facenti attualmente parte dell'Uzbekistan e del Tagikistan, vedevano una scimitarra in questo asterismo e lo chiamavano khamshish. Tuttavia anche il nostro Falcetto sembra un attrezzo molto gettonato, dal momento che lo si ritrova in antiche iscrizioni celtiche; ad esempio in Manx — una lingua derivata dall'antico irlandese ed estinta da poco più di 30 anni — veniva denominato Yn Corran che significa appunto "falce".
Regolo non è una stella singola, ma possiede una compagna di ottava grandezza che si trova a una distanza apparente di 3' d'arco; è pertanto facile da sdoppiare con un minimo ausilio ottico. La compagna è a sua volta doppia, ma questa è molto difficile in quanto una stellina molto debole di 13-esima accompagna la principale a una distanza di appena 3 secondi. Una particolarità di Regolo è il fatto di trovarsi a meno di un grado dall'Eclittica; anche se né l'orbita lunare, né alcuna delle orbite planetarie sono perfettamente complanari al piano dell'Eclittica, può tuttavia capitare, per questioni geometriche, che la stella venga occasionalmente occultata da un pianeta o, più facilmente, dal nostro satellite naturale, per il maggior diametro apparente e per il fatto che ogni mese fa un giro completo del cielo.
Beta Leonis o Denebola (la "coda del Leone" è la seconda stella più brillante della costellazione, di magnitudo 2.2; è una stella bianca distante 42 anni luce che si allontana dalla Terra a una velocità di 36 chilometri al secondo.
Gamma Leonis, chiamata in arabo Algieba ("la stella del Leone"), è una doppia composta da una stella rossa e una arancione di grandezze rispettivamente 2.6 e 3.8, separate, però, da soli 4 secondi d'arco che ruotano l'una attorno all'altra in più di 600 anni; occorre un piccolo telescopio e un'ottantina di ingrandimenti per osservarla agevolmente. In casi come questi, quando le componenti di un sistema binario non sono particolarmente strette, può essere più opportuno fare uso di piccole aperture, in quanto meno penalizzate, com'è noto, dagli effetti negativi del seeing rispetto ad aperture più impegnative.
Anche la Omicron è una stella doppia, meno conosciuta col nome di Subra ("criniera"), una stella bianco-gialla di magnitudo 3.5, unita a una debole compagna di 9.5 alla distanza di 1',5. La primaria è a sua volta una doppia spettroscopica con periodo orbitale di 2 settimane.
Tau Leonis, situata a poco più di mezzo grado a sud dell'Eclittica, è invece una doppia facilmente visibile anche in un 10x50; la stella primaria è arancione di magnitudo 5.1, mentre la secondaria è rossa, di 8ª, ed è ubicata a sud della principale a una distanza di 95".
Un'importante stella variabile, e per la quale rimandiamo all'apposita pagina, è la R Leonis.

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