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Come abbiamo accennato nella parte introduttiva, L'Idra è la più vasta costellazione di tutto il cielo e solo fino al secolo scorso era superata dalla Nave Argo che però, come molti sapranno, è stata definitivamente divisa nel 1930 nelle tre distinte costellazioni della Poppa, della Carena e della Vela. È talmente estesa, soprattutto in ascensione retta, che chi volesse seguirla sul Tirion, uno degli atlanti celesti più diffusi tra gli astrofili, deve andare a cercarla alle carte 12, 13, 20 e 21. La costellazione comincia poco dopo le 8h e 10m di A.R. ai confini col Cancro, il Cane Minore e il Monoceros; il suo corpo si snoda quindi verso sud-est raggiungendo un minimo di declinazione, attorno ai -35, al di sotto delle costellazioni della Crater e del Corvo per risalire successivamente ai -30, sviluppandosi sotto la Virgo, e finire così attorno alle 15h di A.R. al confine meridionale della Libra. L'estensione totale ammonta a 1303 gradi quadrati e si può osservare di prima sera a cominciare da febbraio partendo dalla testa situata 13 gradi a sud di M 44 (il Praesepe).

Marduk (a dx) e Tiamat (da Wikipedia)
L'Idra fa parte delle 48 costellazioni più antiche e rappresenterebbe l'ancestrale serpente o mostro marino che ritroviamo in molti miti del passato quale simbolo del caos primitivo come, ad esempio, il Tiamat dell'Enuma Elish, il celebre poema sumero della creazione del mondo; ma anche nel Salmo 74 della Bibbia è nominato un mostro acquatico, il Leviathan, del quale si dice che l'Eterno abbia fatto a pezzi le sue teste. Questo è interessante, perché la menzione di un mostro...policefalo ci manda con la mente all'Idra di Lerna della mitologia greca la quale aveva 9 teste (sino a 100, secondo altre fonti) di cui una immortale; per ogni testa che veniva mozzata due ne ricrescevano, onde per renderla inoffensiva Ercole, nel corso delle sue 12 fatiche, dovette legarle addosso un enorme masso, facendola precipitare negli abissi del mare.
Una decina di stelle sono più brillanti della 4ª magnitudo e di queste la più luminosa è Alfa Hydrae, altresì nota come Alphard che significa "la (stella) isolata"; questo nome è stato sicuramente scelto ad hoc, perché è l'unica stella relativamente brillante situata nella zona e quindi facile da trovare. È un bell'astro giallo-arancio di 2ª grandezza distante 85 anni luce e 95 volte più brillante del Sole; presenta un leggero moto di avvicinamento pari a 4 chilometri al secondo.
In ordine decrescente di luminosità e con un salto di una magnitudo esatta troviamo la Gamma, situata verso l'estremità opposta della costellazione. Questa è una gigante delle stesse caratteristiche spettrali del Sole, ma a differenza di quest'ultimo è 60 volte più luminosa; la sua distanza è superiore ai 100 anni luce e si avvicina alla velocità di 5 chilometri al secondo.
Appena più debole è la Ny Hydrae, situata al centro della costellazione, a meno di un grado dal confine della Coppa o Crater. Anche questa, al pari della Alfa, è una stella giallo-arancio una novantina di volte più brillante del sole; appare più debole solo perché è distante quasi 130 anni luce. Si avvicina al Sistema Solare alla modesta velocità di 1 chilometro al secondo.
L'Idra costituisce senza dubbio un interessante laboratorio per lo studio di un cospicuo numero di stelle doppie dalle componenti strette, ma non sbilanciate in luminosità, il che può costituire un'attrattiva per i possessori di piccoli telescopi che vogliano divertirsi a sperimentare di quanto il potere risolutivo teorico fornito dalle leggi dell'ottica si discosta dalla realtà. La maggior parte di queste stelle presentano la denominazione tipica dei sistemi multipli, ma i visitatori non devono sgomentarsi se questa non appare sugli atlanti, perché tra parentesi quadre darò per ciascuna di esse l'esatta posizione; è quindi sufficiente fare uso della griglia usualmente fornita a corredo assieme all'atlante per localizzare ogni astro senza possibilità di errore. Ne passeremo in rassegna solo alcune e brevemente per motivi di spazio.
Cominciamo con 17 Hydrae [ 08h55,5m  +07°58' ] costituita da due stelle bianche di magnitudo 6,8 e 7,0 separate da 4,3" e quindi perfettamente alla portata di un piccolo rifrattore da 60 millimetri impiegato a una sessantina di ingrandimenti.
Σ1348 [ 09h24,5m +06°21' ] (la Σ sta per "Struve", l'astronomo tedesco del secolo scorso che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio delle stelle doppie classificandone ben 2200) è situata presso i confini del Cancro ed è composta da una coppia di magnitudo 7,5 e 7,6 separate da 1",9 e di color bianco-giallastro; occorre un rifrattore da 80 millimetri a 150 ingrandimenti per separarle.
Σ1355 [ 09h27,3m  +06°14' ] si trova poco più a est della precedente; entrambe bianco-giallastre di magnitudo 7,5 sono separate da 2",5. Pur essendo sufficiente un piccolo rifrattore da 60 millimetri — a patto che sia, ovviamente, di buona fattura — occorre usare almeno 120 ingrandimenti per una separazione certa delle componenti; 2" è infatti il potere risolutivo teorico per una tale apertura.
Infine con Σ1474 [10h47,6m -15°16' ] entriamo nel più accattivante mondo delle stelle triple. La primaria è una stella bianca di magnitudo 6,7; puntandovi un binocolo 10x50 si può scorgere, a poco più di 1' all'incirca verso nord, un'altra stellina di settima grandezza. Questa è a sua volta doppia ed costituita da due componenti pure bianche di magnitudo 7,6 e 7,8 separate da 7", alla portata, quindi, del solito 60 millimetri per il quale sono sufficienti stavolta anche una quarantina di ingrandimenti.
In questa costellazione è presente una famosa stella variabile: la R Hydrae, per la quale rinviamo il visitatore all'apposita pagina (vedi).

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