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I visitatori ricorderanno certamente questo mitico personaggio come uno dei più grandi eroi dell'antichità, una sorta di eone a metà strada tra un uomo e un dio. La cosa non stupisce, perché Ercole (o Eracle, il suo nome di origine greca) era figlio di Zeus e di una comune mortale, Alcmena, sposa di Anfitrione. Assunte le sembianze di quest'ultimo, durante una delle tante visite che evidentemente amava fare fra gli esseri umani, il re degli dèi poté unirsi all'amante, la quale, involontariamente incorsa nell'inganno, concepì il fanciullo senza neppure essere stigmatizzata come adultera (certo che questo Zeus era proprio un incorreggibile!). Come spesso avviene quando si ha a che fare con personaggi celebri, anche in questo caso s'intrecciano varie leggende che poi divergono in una molteplicità di particolari; ma rimangono tutte più o meno concordi nel ritenere che alla fine della sua missione terrena Ercole fu portato in cielo da Zeus in mezzo al fragore dei fulmini e quivi immortalato in una vasta costellazione che, pur se priva di astri brillanti, è ugualmente identificabile con facilità nel corso dell'estate.
Ercole copre un'area di 1225 gradi quadrati e si estende da una declinazione di +4, al confine della parte nord-occidentale dell'Ofiuco, sino a oltre +51, nei pressi della testa del Dragone. E assai curioso il fatto che tutte le rappresentazioni di questa figura umana negli atlanti celesti di una volta, come quello celebre di Hevelius (si veda la consueta immagine a piè pagina), lo ritraggano capovolto, ossia con la testa all'ingiù e inginocchiato. Ne è prova il fatto che la stella Alfa Herculis, che contrariamente a quanto si potrebbe legittimamente supporre non è la più brillante della costellazione, si chiama in arabo Ras al-Gethi e significa appunto "la testa dell'inginocchiato". È una famosa stella doppia, distante 351 anni luce e segnalata per la prima volta da W. Herschel nel 1779; ma, forse, la più bella descrizione è quella data dall'astronomo francese C. Flammarion, giustamente ritenuto un grande poeta celeste, che ne parla va come "una, delle coppie più deliziose del cielo, composta da un sole aranciato e da un sole smeraldo...". Egli raccomandava altresì di osservarla prima della fine del crepuscolo, quando "le loro luci ancora non si confondono in un unico bagliore". Le componenti di Alfa Herculis, infatti, sono alquanto ravvicinate (4,6 secondi d'arco), né sono di eguale luminosità, e quando la turbolenza atmosferica è marcata l'immagine può essere disturbata, specialmente nei telescopi di grandi dimensioni; le piccole aperture, invece, possono in questo caso essere avvantaggiate e in un piccolo rifrattore da 10 cm. a un centinaio di ingrandimenti la visione di questa coppia di stelle è senza dubbio ragguardevole, anche in condizioni di seeing non eccezionali.
Ma cominciamo dalla più brillante delle due, che chiameremo Ras alGethi-A; è una supergigante rossa di classe spettrale M5; essendo state individuate nel suo spettro le bande dell'ossido di titanio, si può concludere che la sua temperatura superficiale si aggiri sui 2500 gradi. Dunque si tratta di una stella fredda; ciò nonostante, è così grande che supera di 800 volte la luminosità del Sole. Anche il suo diametro non è da meno, essendo pari a 580 milioni di chilometri; giusto per fare il confronto, ricordiamo che la dimensione dell'orbita terrestre è di 300 milioni di chilometri, più o meno la metà! La luminosità di questa stella tuttavia non è costante, ma fluttua, seppur irregolarmente, con un'ampiezza massima di mezza magnitudo in un periodo che mediamente si aggira attorno ai tre mesi. Fu sempre Herschel che per primo si accorse della sua variabilità verso la fine del XVIII secolo, mentre stava conducendo uno studio sistematico sulla duplicità delle stelle. Ma c'è dell'altro. Se si esamina la curva di luce di Ras al-Gethi su un tempo molto lungo, ci si accorge che questa appare come "modulata" da un altro periodismo stimato attorno ai 6 anni. Certamente costituisce un bel rompicapo per gli astrofisici, costretti a escogitare un modello stellare assai esotico che renda conto di questo singolare comportamento.
Riguardo invece alla compagna di Alfa Herculis, Ras alGethi-B è da notare che si tratta di una doppia spettroscopica di 5ª grandezza, di classe spettrale composita, che ruota attorno al baricentro del sistema in 51 anni e 7 mesi. Questa stella è stata studiata a lungo allo scopo di porre in evidenza il suo moto di rivoluzione attorno alla principale che si traduce in una variazione dell'angolo di posizione; questo tuttavia non sembra aver subito mutamenti apprezzabili in più di un secolo e ciò fa sospettare che l'eventuale periodo di rivoluzione, se effettivamente c'è, sia molto lungo.
Dopo Ras al-Gethi, su cui ci siamo forse dilungati un po', è doveroso fare almeno un accenno ad altre due stelle di Ercole. Beta, Beta Herculis è talvolta conosciuta come Kornephoros, termine greco che significa letteralmente "portatore di clava". Situata a 13 gradi nord-ovest di Alfa è la più brillante della costellazione, pur restando un astro di terza grandezza. È una stella gialla distante un centinaio di anni luce e di classe spettrale molto simile a quella del Sole; ma se facciamo un rapido confronto tra le magnitudini assolute della nostra Stella e di Beta Herculis (rispettivamente 4.8 e 0.3), ci accorgiamo che quest'ultima appartiene in realtà al ramo delle giganti.
Da ultimo, ecco una doppia ottica facile anche per gli osservatori muniti di binocolo: Kappa Herculis, situata verso l'estremità sud-occidentale della costellazione, presso il confine col Serpente. È costituita da due stelline giallo-arancio di identica classe spettrale e di magnitudini 5.0 e 6.2 separate da 28 secondi d'arco in direzione nord-sud.

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