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Questa piccola costellazione di 400 gradi quadrati è stata creata da La Caille nel 1752, riunendo un gruppo abbastanza insignificante di stelline di 4ª e 5ª grandezza, col nome di Fornello Chimico, tant'è che nell'atlante di Johann Bode era indicata con il nome di Apparatus Chemicus. Lo scopo, senza dubbio nobile, era di esaltare l'opera dell'uomo; si possono riscontrare altri esempi di questo tipo nel Microscopio, nello Scultore e nel Bulino dello Scultore (Caelum).
Si afferma solitamente che La Caille abbia voluto dedicare questo nuovo simbolo celeste all'amico Lavoisier, lo scienziato che per primo confutò la teoria del flogisto gettando così le basi della chimica moderna. Ma ciò è con tutta probabilità un anacronismo: al tempo della creazione della Fornax, infatti, il grande scienziato parigino aveva appena 9 anni!
Compresa tra -24 e -39 di declinazione, la curiosa costellazione può essere interamente osservata da tutta l'Italia, ma occorre scegliere attentamente il periodo durante il quale culmina in meridiano, nonché, ovviamente, una postazione osservativa completamente libera da ostacoli verso sud; il periodo migliore durante la prima parte della notte è costituito dai mesi di dicembre e gennaio.
Come accennato, la Fornax comprende solo stelle deboli, la più brillante delle quali è la Alfa di 4ª magnitudo. È un astro giallognolo della Sequenza Principale distante 46 anni luce e circa 4 volte più brillante del Sole. La Beta, poco più debole, si può ancora classificare fra le stelle di 4ª; è una gigante gialla distante 200 anni luce della stessa classe spettrale del Sole, ma 65 volte più brillante.
La lettera Chi si riferisce a 3 stelline di 5ª denominate Chi1, Chi2 e Chi3 situate verso il bordo sud-orientale della costellazione le quali, assieme all'azzurra Delta, rappresentano comodi punti di riferimento per l'osservazione di un celebre ammasso di galassie (il Fornax Cluster), che nella cartina è situato all'interno del circoletto rosso e di cui proponiamo questa immagine dell'ESA ad alta risoluzione [1320×1040 — 221 Kb].


La Fornace in una incisione del XVIII secolo

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