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I mesi invernali sono i migliori per osservare, almeno in parte, questa vasta costellazione di 1138 gradi quadrati situata nell'emisfero meridionale e assai estesa in declinazione (sin quasi a -60). A nord lambisce l'equatore celeste incuneandosi tra Orione e il Cetus, mentre a partire dai -30, ritenuto un po' il limite per l'osservazione agevole dalle latitudini medie della Penisola, si snoda verso sud-ovest, visitando una serie di costellazioni egualmente interessanti, seppur meno note proprio perché difficilmente osservabili. È inutile dire che gli abitanti del sud Italia saranno di gran lunga più avvantaggiati nel seguire le deboli stelline che via via si perdono dietro l'orizzonte. Purtroppo la stella più luminosa della costellazione, che comunque presenteremo per dovere di cronaca, non sarà visibile neppure da Capo Passero. 
Come già altre volte abbiamo fatto presente, sono stati certi allineamenti stellari a suggerire agli antichi figure di draghi, serpenti e, nel nostro caso, di un fiume che col nome di Eridano era già noto sin dai tempi di Eudosso; Erodoto lo ricorda come "un fiume che sfocia nel mare settentrionale donde veniva l'ambra gialla" e più tardi venne identificato col Padus (Po) o col Rodano, fiumi lungo i quali avveniva appunto il commercio dell'ambra.
L'Eridano richiama alla mente il mito di Fetonte, figlio di Elios e di Climene, cui il padre aveva consentito, sia pur per un sol giorno, di guidare il carro infuocato del Sole; ma non essendo in grado, il giovane, di reggere i focosi cavalli, uscì dalla retta via inaridendo il Cielo e la Terra e lasciando come vistoso segno di bruciatura la Via Lattea; gli effetti furono talmente devastanti che Zeus punì l'incauto auriga con un colpo di fulmine e precipitandolo nel fiume. Le sorelle di Fetonte, le Eliadi, ne piansero la morte e vennero, dagli dèi impietositi, mutate in pioppi.
Gli Arabi chiamavano questa plaga semplicemente Al Nahr, ossia "fiume", tant'è che Achernar, la Alfa Eridani, deriva da Acher-al-Nahr che significa "foce del fiume". La stella figura già nel catalogo di Tolomeo, sebbene, a causa della precessione degli equinozi che tende a spostarla verso sud, non fosse visibile ad Alessandria. Tolomeo ne ebbe certamente conoscenza da viaggiatori che si spingevano più a sud e ciò potrebbe spiegare il perché della grande incertezza con cui era nota la posizione dell'astro (a questo proposito rimando a una piccola curiosità).
Come abbiamo detto prima, Alfa Eridani è inosservabile dall'Italia in quanto situata a ridosso del confine meridionale della costellazione; ma i numerosi turisti, provenienti da tutto il mondo, che durante le vacanze natalizie si recano nel deserto egiziano nei pressi di Il Cairo per ammirare le celebri Piramidi hanno la possibilità di vederla apparire qualche grado al di sopra dell'orizzonte durante il passaggio in meridiano. È una brillante stella di prima grandezza appartenente di un colore bianco-azzurrognolo che ha una luminosità pari a 350 volte quella del Sole; la distanza è di 85 anni luce e trova al 9o posto nella classificazione delle  stelle più luminose. Ha una elevata velocità di rotazione, il che spiega la sua perdita di massa a un tasso migliaia di volte più elevato di quello solare.
Tutte le rimanenti stelle dell'Eridano sono decisamente più deboli, dalla 3ª grandezza in su. Fu il Bayer ad attribuire nel 1603 le lettere greche a quelle più brillanti, ma essendo piuttosto numerose dovette usare una stessa lettera più volte. Possiamo quindi notare Omicron 1 e 2, 3 stelle Rho, 4 Ypsilon e addirittura 9 Tau; sarà invece del tutto vano ricercare la Sigma che curiosamente non corrisponde ad alcuna stella.
Il secondo posto in luminosità spetta, com'è facile attendersi, a Beta Eridani, nota talvolta come Kursa, il cui nome, che tradotto significa "sgabello", sta a indicare che in passato faceva parte della costellazione di Orione; è situata, infatti, a soli 3,5 gradi NNW di Rigel, una delle stelle più belle del firmamento, nonché uno degli astri più massicci che si conoscono. Beta Eridani, di magnitudo 2,8, è una stella bianca distante 90 anni luce e 80 volte più brillante del Sole. Si noti, a mero titolo di curiosità, che la distanza tra Alfa e Beta (situate diametralmente opposte) è di oltre 66 gradi, superiore, cioè, all'estensione in declinazione dell'intero Eridano che è di 58 gradi!
Omicron  è costituita da una coppia larga usualmente indicata come Omicron1 e Omicron2, distanti poco più di un grado in direzione NW-SE; la prima è una stella bianco-gialla di 4ª grandezza, distante 275 anni luce e 150 volte più brillante del Sole; la seconda è una delle stelle triple più importanti del cielo dato che contiene l'unica nana bianca osservabile visualmente con strumenti amatoriali. Innanzi tutto c'è la componente A che è una stella arancione di magnitudo 4,4; appartiene alla Sequenza Principale ed circa 3 volte meno brillante del Sole; a 83 secondi verso est si trova una debole compagna — la Omicron2 B — che è a sua volta doppia; quest'ultima è composta da una nana bianca di magnitudo 9,6 e da una piccola stella rossa di 11ª, le quali orbitano insieme in un periodo di 252 anni. Ricordiamo che lo stadio di nana bianca costituisce l'ultima tappa nell'evoluzione delle stelle di piccola massa — usualmente compresa tra 1,4 e 0,1 volte la massa del Sole — e sono caratterizzate da una densità elevatissima: basti pensare che Omicron2 B ha una massa di poco inferiore a quella del Sole concentrata in una sfera di diametro appena doppio a quello della Terra. Ciò conduce a densità elevatissime, dell'ordine di 150 chilogrammi per centimetro cubo! (Si consideri, per confronto, che l'elemento più denso conosciuto, l'osmio, un metallo del gruppo dell'iridio che si usava una volta per fabbricare i filamenti delle lampadine, pesa poco più di 22 grammi al centimetro cubo). Il fatto che un oggetto così piccolo sia relativamente facile da vedere è dovuto unicamente alla sua distanza che è di soli 16 anni luce. Si cerchi questa coppia una quindicina di gradi a occidente di Rigel e si provi a discernerne la differenza di colore con un binocolo.

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