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Cane Maggiore | ![]() |
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Come accennato, Sirio è la stella più splendente del cielo e come tale non può passare inosservata neppure al più distratto degli umani; ma è brillante anche perché è la 5a stella più vicina a noi: solo 8,8 anni luce, una distanza che pur essendo 555.000 volte maggiore della distanza Terra-Sole è pur sempre una bazzecola in riferimento alle distanze cui abbiamo spesso a che fare in cosmologia. È una comune stella bianca della Sequenza Principale, 25 volte più luminosa del Sole e di massa poco più che doppia; la sua età, stimata attorno ai 250 milioni, di anni potrà richiamare alla mente un astro relativamente giovane se confrontata a quella della nostra Stella valutata in circa 5 miliardi anni, ma sappiamo bene dalla teoria che tanto più le stelle sono massicce tanto più breve è la loro permanenza sulla Sequenza e per quelle di alcune decine di masse solari tale permanenza non supera qualche milione di anni. Essendo così vicina, Sirio, com'è naturale attendersi, manifesta un notevole moto proprio, pari a 1'',3 in direzione SSW; nel 1844 Bessel notò, tuttavia, che il suo movimento era irregolare, come se un oggetto di una massa solare lo perturbasse; fu quindi ipotizzato che la stella fosse doppia e la conferma di ciò avvenne nel 1862 quando A. Clark con un rifrattore da 47 centimetri scoprì a ridosso dell'astro principale una debole compagna di 9a grandezza. Questa stellina, denominata Sirio B, è una nana bianca situata su di un'orbita molto eccentrica attorno alla quale rivoluziona in 50 anni oscillando tra i 3 e gli 11 secondi d'arco; attualmente questo valore si colloca tra 4'' e 5'' ed è pertanto inutile tentare di osservarla con strumenti amatoriali, immersa com'è nei bagliori della principale che è 10.000 volte più brillante. Se Sirio A e B sono due astri fisicamente legati, ciò significa che hanno la stessa età e il fatto che siano tra loro così diversi non può essere imputabile se non alla diversa evoluzione che hanno avuto nel corso della loro esistenza. In particolare Sirio B, che come abbiamo detto è una nana bianca, ossia una stella che è oramai transitata attraverso tutte le tappe evolutive, deve essere stata in passato molto massiccia, almeno 4 masse solari e che i potenti venti stellari cui è andata soggetta durante gli ultimi sussulti della sua vita l'abbiano poi spogliata dei 3/4 della sua massa. Ma la fase di nana bianca, com'è noto, è preceduta da quella di gigante rossa, per cui deve esserci stato un tempo in cui non solo sarebbe stata Sirio B a offuscare Sirio A con un bagliore rosso vivo, ma addirittura la sua luminosità avrebbe superato quella di Venere! Già, ma quanto tempo fa sarebbe accaduto tutto questo? Sarà opportuno ricordare che grandi osservatori del passato, fra i quali Tolomeo, l'autore dell'Almagesto, parlavano effettivamente di Sirio come di una stella rossa e non bianca e che a complicare le cose si è messo il ritrovamento di un manoscritto medioevale del VI secolo nel quale a Sirio veniva attribuito il nome di Rubeola o Robeola, cioè "rosseggiante". E' dunque possibile che Sirio abbia repentinamente mutato il colore in soli 1350 anni, un tempo brevissimo in termini astronomici? Gli astronomi sono evidentemente molto scettici, ma, ciò nonostante, tutto questo ha dato adito a una lunga serie di controversie, al giorno d'oggi tutt'altro che sopite. Qui, nel Cane Maggiore, troviamo molte stelle azzurre che costituiscono la naturale continuazione di quella corrente stellare che attraverso Orione e il Toro si estende verso nord sino a Perseo. Una di queste è la Beta, di 2a grandezza, situata a 5,5 gradi a oriente di Sirio. E' una gigante azzurra distante poco più di 700 anni luce e se fosse situata alla distanza di Alfa brillerebbe di magnitudo -11, più o meno come la Luna al quarto! L'effetto visivo sarebbe tuttavia ancora più impressionante perché la luce proverrebbe da un punto e non da un disco esteso intaccato dall'effetto di fase. A sud della costellazione, 4 gradi a nord dal confine della Poppa, troviamo un'altra di queste stupende gemme bluastre: la Epsilon, talvolta nota col nome arabo Adhara ('le fanciulle'); è la seconda stella più brillante del Cane Maggiore e può essere ancora annoverata fra gli astri di prima grandezza. E' distante 490 anni luce ed è 4600 volte più splendente del Sole.
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