La Via Lattea | Terre Lontane | Binocolo | Occhio | Ottica | Osservazione DeepSky | Oggetti Particolari | Articoli | La Stella di Natale | Miscellanea
Cancro
 

Questa costellazione zodiacale, che in italiano dovrebbe essere chiamata Granchio, copre circa 300 gradi quadrati di cielo, ma non è molto appariscente, perché le sue stelle più brillanti sono solo di 4a grandezza; anzi, la si può individuare proprio in base a una carenza di stelle che si nota tra i Gemelli e il Leone. Nonostante ciò, era ben nota sin dall'antichità, dal momento che ne parlano sia Eudosso di Cnido, sia Ipparco di Nicea che, com'è noto, fu il primo astronomo a redigere un catalogo stellare. Non è comunque facile risalire alle origini del nome. Una delle spiegazioni popolaresche, che la vorrebbe collegata al fatto che il Sole, giunto al solstizio estivo (ossia nel punto più alto dell'eclittica che al tempo dei Caldei si trovava in questa costellazione) cominci a procedere a ritroso come un gambero, ha l'aria di essere puramente fantasiosa! Anche il nome di uno dei più belli e famosi ammassi galattici che contiene il Praesepe nulla ha a che vedere col presepio introdotto da Francesco D'Assisi nel 1223, tant'è vero che già Plinio il Vecchio ne parlava come di una "mangiatoia" o "greppia" contornato da due asinelli — le due stelle Gamma e Delta Cancri — che presero appunto il nome di Asellus Borealis e Asellus Australis. I popoli anglofoni chiamavano quest'oggetto Beehive ("alveare"). Yota Cancri, una delle più brillanti della costellazione, è una stella doppia con componenti diseguali, di magnitudo 4,2 e 6,8 rispettivamente separate da 31"; si può facilmente sdoppiare con un 10x50.
La stella più brillante della costellazione è però la Beta, di magnitudo 3,5; è una gigante rossa distante 290 anni luce e 250 volte più brillante del Sole.
57 Cancri è formata da 2 stelle giallo-arancio di grandezza simile (6,3 e 6,5), separate da 1''.5; in questo caso, oltre a un ingrandimento piuttosto spinto (attorno ai 150 x), occorre almeno un buon doppietto da 80 millimetri. Con un 114 / 900 l'impresa dovrebbe essere ulteriormente facilitata, oltre che dal maggior diametro, anche dalla presenza dell'ostruzione centrale che, nel caso di stelle doppie dalle componenti non troppo sbilanciate, come quella che stiamo considerando, aumenta sensibilmente il potere risolutivo dello strumento; è un risultato apparentemente paradossale che però si spiega con l'ausilio dell'ottica.
Interessante da osservare è anche R Cancri, una variabile tipo Mira che varia il proprio splendore tra la magnitudo 6,2 e la 11,8 in 362 giorni e che pertanto, seppure per poche settimane, raggiunge annualmente la visibilità a occhio nudo.
Zeta Cancri è invece una stella quintupla (!) distante 78 anni luce; separata da poco più di un primo dalla principale di magnitudo 5,7 si trova una compagna di 6a che ha un periodo di rivoluzione di 60 anni; alla distanza di 5",6 si trova un'altra stella di 6a grandezza con periodo di 1137 anni; attorno a quest'ultima si muove una compagna invisibile con un periodo di poco inferiore a 18 anni e infine, separata da 29", è situata un'ulteriore compagna ottica di nona grandezza.
Mi fermo qui!!

Valid HTML 4.01!

 COSTELLAZIONI 

 

 INIZIO  PAGINA