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Giraffa
 
 Elenco delle Costellazioni 

La Giraffa o Camelopardalis, nonostante sia circumpolare, è poco nota al pubblico dei neofiti, perché poco appariscente e costituita solo da stelle deboli. Eppure non dovrebbe essere considerata una costellazione di serie B; innanzi tutto ha un'estensione di tutto rispetto, pari a 757 gradi quadrati, ma soprattutto ciò che la riabilita è il gran numero di galassie presenti entro i suoi confini: il Tirion ne annovera almeno una 20-ina, per la maggior parte osservabili con strumentazione modesta, ma sono evidentemente molte di più.
La Giraffa non possiede origini antiche, tant'è che non compare in opere celebri come l'Almagesto di Tolomeo che, sia pur limitatamente al cielo osservabile da Alessandria, includeva 48 costellazioni; la sua invenzione, però, è tutt'oggi controversa; è stato quasi certamente Petrus Plancius, cartografo e religioso olandese vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, a riprodurla per la prima volta su un globo celeste nel 1598. Plancius era stato l'inventore di altre costellazioni attualmente in voga, fra le quali il Monocero e la Colomba di Noe (situata sotto Orione), mentre altri raggruppamenti minori, come la Freccia Australe e i fiumi Eufrate e Tigri, sono successivamente scomparsi. C'è tuttavia chi ne attribuisce l'invenzione all'astronomo della Slesia Jacob Bartsch, il quale l'avrebbe riprodotta, assieme ad altre precedentemente concepite dal Plancius, su un planisfero nel 1624, dandone una descrizione biblica. Il Camelopardalis — letteralmente cammello ocellato — rappresenterebbe, secondo alcuni storici, il cammello cavalcato da Rebecca quando andò a incontrare Isacco.
Che sia possibile, collegando idealmente le stelle in modo opportuno, vedere una Giraffa in questa zona del cielo potrà anche essere vero, ma è altrettanto vero che ogni osservatore, come accennato nella parte introduttiva, può riconoscere ciò che vuole osservando un casuale raggruppamento di stelle e se ciò è valido per qualunque costellazione lo è a maggior ragione per questa che non presenta alcun astro più brillante della 4a magnitudo. A volte, però, l'apparenza inganna. Alfa Camelopardalis, per esempio, è sì di magnitudo 4.3, ma è distante ben 2800 anni luce e se fosse posta al centro del Sistema Solare brillerebbe 24.000 volte più del Sole (si fa, ovviamente, per dire, perché se la Terra si trovasse effettivamente a un'unità astronomica da un astro del genere sarebbe totalmente disabitata e noi non ci troveremmo qui a fare certe ipotesi!). Si faccia comunque attenzione quando si parla di luminosità di una stella; questa va intesa come la quantità totale dell'energia sprigionata e non solo, quindi, di quella emessa come luce visibile; potrà forse sembrare una pedanteria, ma non si deve dimenticare che in una stella gigante azzurra come questa gran parte dell'energia luminosa viene emessa sotto forma di raggi ultravioletti, invisibili all'occhio, ma facilmente rivelabili con opportuna strumentazione.
Beta, situata 6 gradi a sud della precedente, è la stella più brillante della Giraffa. Inutile dire che, nella fattispecie, le lettere dell'alfabeto greco non sono state assegnate dal Bayer, avendo questi pubblicato la sua Uranometria una ventina d'anni prima della nascita della costellazione, per cui la relativa correlazione con la luminosità potrebbe apparire piuttosto arbitraria. Beta Cam è una gigante color giallo chiaro distante 1500 anni luce e 5000 volte più brillante del Sole.
Da segnalare anche la seconda stella più brillante della costellazione, vale a dire la SAO 24054, una gigante azzurra distante oltre 4000 anni luce e con magnitudo assoluta di –7. Quest'ultima è addirittura 50.000 volte più brillante del Sole, ossia il doppio della Alfa!

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