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Aquila | ![]() |
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Con un po' di fantasia si può effettivamente ravvedere un uccello in volo nella disposizione delle stelle più brillanti della costellazione. Alfa Aquilae è meglio nota, come Altair, nome che deriva da el-nars-el-tair ("l'aquila volante"); occupa il vertice più meridionale del Triangolo estivo e trova al 12° posto nella classifica delle stelle più brillanti del firmamento; tuttavia l'apparenza inganna: Altair è infatti uno degli astri di prima grandezza più vicini alla Terra, dalla quale dista poco più di 16 anni luce, contro i 1600 di Deneb. Tuttavia, se ce la immaginassimo al posto del Sole farebbe certamente un figurone vederla brillare nel cielo diurno: un oggetto abbagliante, 10 volte più luminoso della nostra stella che inonderebbe il paesaggio di una vivida luce bianca simile a quella di un flash fotografico. Ma la cosa più sorprendente è che, osservata con opportune protezioni per gli occhi, non apparirebbe tonda come il Sole, ma molto schiacciata ai poli. Come possiamo saperlo? Lo si può dedurre dall'analisi quantitativa delle righe spettrali, le quali, in base all'allargamento che mostrano, denunciano un periodo di rotazione della stella formidabile: circa 6 ore e mezza contro gli oltre 25 giorni del Sole. Ciò vuol dire che, tenuto conto del diametro di Altair (quasi 2 milioni di chilometri) un punto situato sul suo equatore si muove all'incredibile velocità di 260 km/s, superiore alla velocità del Sistema Solare attorno al centro galattico! È un dato eloquente che ci fa capire come questa stella non possa. avere un corteggio di pianeti che le orbitano attorno simile a quello a noi familiare e che comunque deve aver luogo una continua dispersione di materiale dalla zona equatoriale dove maggiore è la forza centrifuga e, di conseguenza, minore la velocità di fuga dalla superficie. Altair possiede una compagna ottica di decima grandezza a quasi 3' di distanza che lentamente si sta separando dalla primaria a causa del moto proprio di quest'ultima, stimato attorno a 0",66 all'anno. Una doppia fisica è invece la Beta Aquilae, in arabo Al-schain, dal significato oscuro (forse "asta della bilancia"); è una stella giallo-arancio di 4a grandezza distante 45 anni luce da noi e di luminosità pari a 5 volte quella del Sole. Non è certo una doppia facile, perché la compagna è una debole stellina di 11a situata a 13" a nord. Gamma, di 3a grandezza, è una gigante arancione 1350 volte più brillante del Sole e distante 460 anni luce. Subito dopo in ordine di luminosità troviamo la Zeta, sempre di 3a grandezza; questa è una stella bianca della Sequenza Principale distante 83 anni luce e 34 volte più brillante del Sole. Le stelle che seguono immediatamente nella graduatoria sono Theta e Delta, rispettivamente 2 decimi e 3 decimi di magnitudo più deboli della Zeta. La 1a è bianca, distante 287 anni luce e 320 volte più luminosa del Sole; la 2a è un altro membro della Sequenza Principale, di colore bianco-giallastro, distante 50 anni luce e 9 volte più brillante della nostra Stella.
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