Costellazioni
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In questa sezione troverete l'elenco di una 60-ina di costellazioni visibili dall'Italia corredati di una cartina ottenuta col software di simulazione astronomica Perseus, di un'immagine della storica Uranografia di Hevelius del 1690 (di cui, qui a fianco, pubblichiamo il frontespizio) e, ove è presente, di una breve storia mitologica; qualche parola verrà anche spesa per le stelle più luminose, ma non per gli oggetti diffusi, onde evitare inutili ripetizioni su quanto potete trovare in altre parti del sito. Ho pensato anche, all'occorrenza, di presentare alcune doppie o variabili che possono comunque rivelarsi interessanti per l'astrofilo. Noterete che nelle cartine mancano quegli antiestetici tratteggi che uniscono le stelle, perché a mio parere sono del tutto inutili: la conformazione degli asterismi, infatti, è personale e ciascuno è libero di vedere in cielo ciò che preferisce. Più importanti, anche se apparentemente arbitrari, sono invece i confini delle costellazioni, definitivamente stabiliti dall'Unione Astronomica Internazionale nel 1930, i quali abbracciano plaghe celesti di dimensione molto varia: si va dalla Croce del Sud, la più piccola — invisibile dall'Europa — che occupa una superficie di appena 68 gradi quadrati all'Idra, la più vasta, che con un'estensione di 1300 gradi quadrati si snoda per ben 7 ore in Ascensione Retta! Per questo motivo ho ritenuto opportuno non adottare la stessa scala nel rappresentare le varie costellazioni; in altri termini, quelle più piccole sono state ingrandite, pur conservando la stessa magnitudine limite, fissata attorno alla 6.5.
Ricordiamo l'importanza che riveste, soprattutto per i visualisti, la conoscenza delle costellazioni in quanto costituiscono l'unico riferimento per rintracciare in cielo gli oggetti deep-sky. Riteniamo sia importante memorizzare le stelle sino alla 4ª grandezza, ossia quelle che foggiano la maggior parte degli asterismi più familiari; per fare questo è sufficiente un buon atlante come il Tirion che riporta astri sino all'8ª e che contiene una grafica e una legenda molto curate; anche se il suo utilizzo può sembrare all'inizio piuttosto complesso, in seguito si rivela un validissimo e duraturo strumento per la ricerca degli oggetti deboli; meglio evitare, quindi, l'acquisto di un atlante inferiore che sarà rapidamente superato una volta che il neofita si è un po' impratichito.
I visitatori mi scuseranno se ho optato per i nomi latini delle costellazioni anziché per quelli italiani; ho preferito così innanzi tutto perché sono di uso più universale, e poi perché così si elimina il problema dell'eventuale traduzione che potrebbe recare confusione nell'ordinamento alfabetico. Ad ogni modo, là dove non vi siano controversie sul significato, la traduzione viene assegnata di volta in volta cliccando sulle singole voci.

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