La Fenice risorge ... ma non vola
(Coelum, Dicembre 2013)
Le tre stelle principali delle Fenice vista dai tetti di Roma: anche durante il transito in meridiano si alzano solo di pochissimi gradi sull'orizzonte

Se il mitico uccello venerato sin dall'antico Egitto era solito risorgere annualmente dalle sue ceneri, la stessa cosa non possono certo pensare coloro che vivono alle latitudini temperate dell'Europa. La Fenice, apparsa per la prima volta nell'Uranometria del Bayer nel 1603, è infatti una costellazio­ne completamente situata nell'emisfero meridionale che si estende all'incirca da 23.5h a 2.5h di ascensione retta e da -40° a -57° di declinazione. Confina a nord con lo Scultore e la Fornace, a ovest con la Gru e a est con la parte sud-occidentale dell'Eridano; a sud confina col Tucano, uno dei quattro uccelli australi.

Ankaa (α Phoenicis)
Anche durante il suo fugace apparire in prima serata, nel mese di dicembre, possiamo sperare di vederne solo la parte settentrionale. Mai come in questo caso diventa determinante la località italiana da cui si osserva. Per gli abitanti d'oltralpe, e in particolare per coloro che vivono al di sopra del 50-esimo parallelo, la Fenice rimane totalmente invisibile. Per gli abitanti dell'altro emi­sfero rappresenta invece una costellazione caratteristica del cielo primaverile nonché dell'inizio dell'estate australe. Tra l'altro è associata con lo sciame meteorico minore delle Phoenicidi, che incontra la Terra il 5 dicembre.
La stella più brillante, Alfa Phoenicis, è altresì nota col nome di Ankaa, il termine arabo dell'uccello; è una sub-gigante giallo-arancio di classe spettrale K1 distante 77 anni luce con una massa pari a 2.5 volte quella del Sole e un raggio 13 volte maggiore; la sua magnitudine è 2.4 ed è dunque individuabile a occhio nudo in un cielo limpido di montagna completamente libero a sud. Ankaa si trova al vertice meridionale di un triangolo quasi equilatero i cui restanti due vertici sono occupati da Fomalhaut (Alfa del Pesce Austrino) e Deneb Kaitos (Beta Ceti).

suggestivo rendering dell'Araba Fenice
Un'autentica sfida per gli abitanti del centro-sud della Penisola è invece costituita dalla Beta, la seconda stella più brillante della costellazione; è in realtà un sistema binario formato da 2 stelle giganti gialle, di classe spettrale simile al Sole (solo un poco più fredde) e distanti oltre 300 anni luce; la reciproca rivoluzione avviene in 168 anni e la loro luce combinata è quella di un astro di terza grandezza. Se da un lato è arduo vederla lambire l'orizzonte, ricordiamo che una località montana situata a circa 1000 metri d'altezza, oltre a un cielo più scuro permette anche di osserva­re a un grado sotto l'orizzonte (di fatto è come se uno si spostasse di ulteriori 110 km verso sud!).
Gamma, situata a una declinazione appena più accessibile, è una gigante rossa distante 235 anni luce e leggermente variabile (si tratta invero di una variazione molto modesta, dalla 3.4 alla 3.5). In una plaga celeste lontana dal piano galattico non possiamo ovviamente aspettarci di trovare ric­chi e colorati ammassi aperti. D'altra parte riteniamo sia abbastanza eccitante poter dire di aver visto un oggetto deepsky in questa bassissima costellazione a livello dell'orizzonte! NGC 625 è una galassia di 11-esima osservata per la prima volta nel 1826 da James Dunlop in Australia con un mode­sto riflettore di 9 pollici di diametro e successivamente inserita da John Dreyer nel 1888 nel catalo­go NGC. È una galassia classificata SB(s)m secondo il sistema di classificazione di Hubble rivisto dal de Vaucouleurs, ovvero una spirale barrata (SB), con bracci a forma di "S" (s) e di tipo intermedio fra le galassie propriamente spirali e quelle irregolari (m). La galassia è accessi­bile con telescopi da 25 cm e si presenta come un ovale orientato da est a ovest, molto diffuso e con basso gradiente di luminosità. La sua la velocità di recessione è pari a circa 396 km/s, che ne indica l'appartenenza al Gruppo dello Scultore.

TABELLA DELLE POSIZIONI

INIZIO PAGINA