Hinc sunt Lupi
(Coelum, Giugno 2014)
La piccola costellazione del Lupo incastonata tra la parte settentrionale del Centauro a ovest e la parte meridionale dello Scorpione a est.

Anche se solo parzialmente visibile alle latitudini medie italiane, è comunque doveroso presentare la piccola costellazione del Lupo che in giugno è visibile nella prima parte della notte tra lo Scorpione e il Centauro. Facciamo innanzitutto presente che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, data la sua declinazione fortemente negativa, il Lupo è una costellazione molto antica, tant'è che è una delle 48 elencate da Tolomeo nel suo Almagesto. La cosa non deve però stupire: primo, perché Ales­sandria, la storica città dove nacque e lavorò Tolomeo, si trova a una latitudine di 31° (ben più bas­sa della Sicilia, quindi); secondo, perché 1900 anni fa la costellazione era comunque più facilmen­te accessibile per via della precessione degli equinozi.

α Lupi in un'immagine di Mount Palomar
Secondo una leggenda il Lupo sarebbe da mettere in relazione con Licaone, re dell'Arcadia, nonché padre di 50 figli perversi; quando Zeus si recò da loro travestito da mendicante, questi lo invitarono a cena mescolando fra le carni di animali quelle di un fanciullo da loro ucciso, quasi volessero speri­mentare l'eventuale reazione del loro inatteso ospite; Zeus, però, non cadde nell'inganno e profon­damente irritato da tanta crudeltà fulminò Licaone e i suoi figli. Secondo un'altra leggenda, il famigerato diluvio universale, al quale scamparono Deucalione e sua moglie Pirra, sarebbe stato proprio la maledizione inviata da Giove a causa di Licaone e dei suoi figli la cui malvagità avrebbe corrotto l'intero genere umano.
Riguardo alla costellazione c'è da dire che anche se culminasse alta sull'orizzonte non sarebbe comunque appariscente, in quanto possiede una sola stella di 2ª grandezza, 6 di 3ª e altre al di sotto della 4ª. È però straordinariamente prodiga di stelle azzurre, dal momento che se ne contano ben 19 appartenenti alla classe spettrale B. Solo Orione possiede una densità così elevata di stelle calde; ma Orione è situata in una zona molto ricca di nebulose che si può paragonare a un vero e proprio reparto di...neonatologia stellare; qui non vi è nulla di analogo, anche se la parte meridio­nale della costellazione è comunque lambita dalla Via Lattea. Il fatto è che il Lupo occupa la parte più orientale della grande Associazione Scorpius-Centaurus, un'associazione stellare OB che oltre a essere molto luminosa, è anche quella più vicina a noi.

NGC 5986 in un'immagine dello HST
La stella più brillante è la Alfa, situata a una declinazione raggiungibile solo dall'estremo sud della Penisola; è una gigante blu distante 550 anni luce, con temperatura superficiale di oltre 20000 gra­di e circa 20000 volte più brillante Sole; anche le dimensioni non scherzano, dal momento che pos­siede un raggio pari a 10 volte quello solare; è chiaramente una stella giovane — come lo sono anche le seguenti — con un'età stimata di circa 22 milioni di anni. Beta Lupi, situata a metà costellazione e a mezzo grado dal confine col Centauro, è pure una gigante azzurra, distante 520 anni luce e 13000 volte più brillante del Sole; il raggio è 8 volte quello della nostra stella e la massa circa 9 volte superiore. Gamma Lupi è invece un sistema triplo; la componente principale, a sua volta una doppia spet­troscopica, è una subgigante azzurra, distante 420 anni luce e 6700 volte più brillante del Sole. E infine sempre azzurre sono anche Delta ed Epsilon; la prima è una gigante distante 880 anni luce e oltre 1200 volte più brillante del Sole, mentre la seconda è una subgicante distante 500 anni luce e 750 più brillante. Le stelle sopra elencate sono più o meno tutte variabili tipo Beta Cephei (dal nome del prototipo), la cui ampiezza è però molto limitata (circa un decimo di magnitudine) e visualmente rilevabile solo da un osservatore esperto.
Difficile da individuare per un osservatore del Nord Italia come il sottoscritto è l'ammasso globulare NGC 5986, l'oggetto più vistoso della costellazione; è stato scoperto da James Dunlop (1793-1848), astronomo britannico e sovrintendente dell'osservatorio del Nuovo Galles del Sud in Australia. Osservato con un dobson da 25 cm a 115x in una notte con buone condizioni di trasparenza e seeing, appariva solo come una chiazza rotondeg­giante, irrisolta e lattescente, di luminosità pressoché uniforme, diffusa ed estesa per circa 5'.

TABELLA DELLE POSIZIONI

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