Omega Centauri: visibile dalla Sicilia!
(Coelum, Maggio 2014)
Se da Palermo il re dei globulari si potrebbe osservare a un'altezza di circa 4.5°, il posto migliore della Sicilia per tentare l'impresa è la costa meridionale
dove l'ammasso, indicato dal quadrato giallo, culmina sino a +5.5° sopra lo sgombro orizzonte marino

Il Centauro è una vasta costellazione australe, estesa 1060 gradi quadrati e ricca di stelle brillanti grazie alla presenza di alcuni degli astri più luminosi dell'associazione Scorpius-Centaurus, l'asso­ciazione OB più vicina al Sole. Le associazioni stellari, fra le quali sono ben note quelle di Orione e di Perseo, sono gruppi non particolarmente ricchi localizzati esclusivamente nei bracci a spirale delle galassie e che a differenza dei più comuni ammassi aperti tendono a disgre­garsi in tempi astronomicamente brevi, a causa del debole legame gravitazionale delle componenti. Il Centauro è forse meglio conosciuto per il fatto di ospitare la stella più vicina al Sole, ossia il siste­ma triplo di Alfa Centauri, distante 4,4 anni luce; questo è costituito dalla Alfa propriamente detta, nota anche come Rigel Kentaurus (in arabo: il "piede del centauro"), una stella di magnitudine zero pra­ticamente identica al Sole, da una stella arancione di magnitudine +1.34 e da una nana rossa di 11-esima, la Proxima, una nana rossa orbitante a oltre 12.000 unità astronomiche dalle due principali (anche se l'effettivo legame gravitazionale resta tutt'ora dubbio); questo fa sì che la Proxima sia ad oggi la stel­la in assoluto più vicina al Sistema Solare.

La radiosorgente Centaurus A
Alfa Centauri è la terza stella più brillante di tutto il cielo, preceduta solo da Sirio (Alfa CMa) e Canopo (Alfa della Carena). La seconda stella più brillante del Centauro è la Beta nota come Hadar (in arabo: "una delle accoppiate"), situata a 5 gradi scarsi verso est: è una binaria spettroscopica azzurra di magnitudi­ne 0.6 e distante 350 anni luce; fa parte della sunnominata associazione Scorpius-Centaurus. Abbiamo doverosamente accennato a queste due stelle, ma purtroppo con una declinazione attor­no a -60, restano invisibili anche dalle regioni più meridionali della Penisola.
Ciò che invece è possibile osservare dall'Italia, sia pure con le difficoltà del caso, sono due oggetti altrettanto famosi e che, come per antonomasia, rappresentano il Centauro stesso: Centaurus A (NGC 5128), la celeberrima radiosorgente, e Omega Centauri (NGC 5139), l'ammasso globulare più luminoso del cielo, anche se a detta di molti il più bello in assoluto sarebbe invece 47 Tucanae, invisibile dall'Italia.

Omega Centauri (indicato dalla freccia) fotografato sullo sfondo dell'osservatorio di Kitt Peak in Arizona (latitudine +32°)
Centaurus A, scoperta da John Herschel nel 1847 durante la sua permanenza a Capo di Buona Speranza, è una galassia peculiare appartenente alle lenticolari (la classe intermedia tra le ellittiche e le spirali). È un oggetto enorme, situato a una distanza di 11 milioni di anni luce e gravitazionalmente fa parte del gruppo di M83 (nell'Idra). Il centro della galassia contie­ne una delle più potenti radiosorgenti conosciute che fanno di Centaurus A la più vicina delle galassie attive, nonché la quinta galassia più brillante di tutto il cielo. Potete osservarla con un certo agio se abitate nel Centro Italia o più a sud, anche se siamo al cor­rente di amatori che l'hanno fotografata addirittura dal Triveneto!
Omega Centaruri, distante 16000 anni luce, si trova invece a -47 di declinazione, per cui è osservabile al di sotto del 40-esi­mo parallelo. Può sembrare strano che trattandosi di un ammasso globulare sia contrassegnato da una lettera greca, come si fa per le stelle. Il fatto è a occhio nudo appare effettivamente come una stella, seppure leggermente sfuocata, e il Bayer che era solito catalogare le stelle più luminose di una costellazione assegnando loro una lettera dell'alfabeto greco in ordine di luminosità, l'aveva per l'appunto scambiato per una stella, come aveva già fatto il suo lontano predecessore Tolomeo; a dispetto della sua declinazione negativa, infatti, l'oggetto era noto tanto ai Greci, quanto ai Romani, poiché a causa della precessione degli equinozi culminava all'epoca molto più in alto sull'orizzonte. All'estremo sud della nostra Penisola può essere scorto solo occasionalmente durante il transito in meridiano; a questo proposito consideriamo ottimo il risultato conseguito dall'astrofilo Franco A. Traviglia di Scordia (CT) che è riuscito a riprendere, ad appena 5° sull'orizzonte, ω Centauri con un rifrattore apocromatico da 80 mm. munito di Canon modificata 50D e combinando 30 scatti di 30 secondi l'uno a 800 ISO (vedi).

TABELLA DELLE POSIZIONI

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