La Corona Australe
(Coelum, Luglio-Agosto 2013)
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Corona Australe|α e β Sagittarii|Gru|gx Scultore|Fenice|Fornax|Colomba
Poppa della Nave|Antlia e Pixis|ω Centauri|Lupo|Coda dello Scorpione

La Corona Australe passa in meridiano attorno alla mezzanotte di metà luglio. A Milano non supera l'altezza di 5 gradi sopra l'orizzonte sud

L'Italia è un paese europeo notoriamente molto esteso in latitudine (all'incirca come la Finlandia): si va infatti dai 47 gradi della Vetta d'Italia (al confine con l'Austria) a poco meno di 37 di Capo Passero (situato all'estrema punta sud-orientale della Sicilia). Dieci gradi di differenza sono tanti, quando si osserva nei pressi dell'orizzonte e spesso costituiscono un fattore dirimente tra "riuscire" e "non riuscire" a vedere un determinato oggetto. Determinare quanto si riesce a osservare sotto l'Equatore Celeste è molto facile, in quanto il valore è equivalente alla co-latitudine del sito osservativo: ad esempio, da Campo Cecina (provincia di Massa-Carrara), sito a una latitudine di 44°, è teoricamente possibile osservare oggetti sino a -46° di declinazione; dal parco del Pollino (40° di latitudine) si può invece scendere sino a -50° e in primavera sarebbe dunque possibile osservare il celebre Omega Centauri situato poco al di sotto dei -47° di declinazione. Coloro che abitano a ridosso delle Alpi sono ovviamente più sfortunati, ma se hanno la pazienza di organizzare spedizioni in alta quota possono contare su una sensibile dilatazione dell'orizzonte che verso i 4000 metri si aggira attorno ai 2 gradi; chi scrive, ad esempio, è riuscito a scorgere dalla Capanna Margherita, situata sulla punta Gnifetti (gruppo del Monte Rosa) alcune stelle a una declinazione di quasi -46°, anche se la latitudine del rifugio avrebbe consentito di arrivare solo a -44°.

La piccola planetaria IC 1297
Non è comunque cosa facile osservare nei pressi dell'orizzonte: brume, foschie e nubi stratificate spesso vanificano osservazioni condotte al limite. Ma quando le condizioni del cielo lo consentono diventa non solo divertente, ma addirittura appagante, come una sorta di gratificazione ad alcune sfide che ci proponiamo.
Ci appresteremo quindi a presentare, in questa rubrica, oggetti situati al di sotto dei -30° di declinazione spingendosi, talvolta, sino ai -50°, anche se questi ultimi saranno accessibili sono agli abitanti dell'estremo sud della Penisola.

NGC 6723 assieme al complesso nebulare
NGC 6769-IC 4812 (ingrandisci)
Inizieremo il nostro tour dalla Corona Australe, una piccola costellazione situata a sud del Sagittario e che dal Centro Italia in giù è interamente visibile con la sua caratteristica forma fatta a semiellisse. Era ben nota agli antichi Babilonesi e ai Greci, i quali risiedevano a una latitudine geografica più favorevole della nostra. Cominciamo dapprima con una piccola nebulosa planetaria, IC 1297, situata a 1.5 gradi est di β CrA, una stella gialla di quarta grandezza; è un piccolo oggetto compatto di 11-esima che a bassi ingrandimenti si può individuare come una delle tante stelline di campo (ci troviamo infatti verso il margine orientale della Via Lattea). Il vecchio e collaudato sistema di far passare davanti all'occhio un filtro UHC od O III per abbattere il fondo cielo funziona sempre alla grande, soprattutto in questi casi; in un 25 cm a 150x appare debole, diffusa ed estesa una 30-ina di secondi; è visibile con una certa facilità anche a stella centrale.
All'estremo nord si trova NGC 6723, un ammasso globulare di 7ª grandezza distante 34.000 anni luce; è già facilmente osservabile in un telescopio da 10 cm come una macchiolina irrisolta di luminosità pressoché uniforme del diametro di 5 o 6 primi; le sue stelle più brillanti non superano comunque la 13-esima; ma considerata la sua posizione può risultare difficile risolverlo, sia pur parzialmente, anche con strumenti da 25 o 30 centimetri. Per gli amanti dell'astrofotografia ricordiamo che questo ammasso si trova a circa 30' NW di NGC 6769-IC 4812, una vasta nebulosa policromatica la cui ripresa potrebbe riuscire, in particolari condizioni, agli astrofotografi siciliani.

TABELLA DELLE POSIZIONI
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