Il ... famigerato 2012
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Bene, com'era facilmente prevedibile siamo passati indenni attraverso la fatidica data del 21 dicembre 2012 senza che si sia verificato alcunché di particolare per il nostro pianeta, salvo i consueti avvenimenti di cronaca cui siamo abituati. Ho comunque ritenuto opportuno lasciare in rete la pagina relativa a questa — oramai trascorsa — questione, se non altro per quei visitatori, forse ancora un po' incuriositi, che sono incidentalmente incappati qui nel mio sito.
L'idea di mettere per iscritto quanto segue era stata concepita nel giugno del 2009 durante i festeggiamenti dei miei 25 anni di matrimonio in una ridente località sita sul lago di Como. Non era infatti la prima volta che parenti, amici, colleghi, o semplici conoscenti, sapendo della mia passione per l'astronomia, nonché della congenita avversione nei confronti dell'astrologia e di tutte le pseudoscienze che contaminano il sapere umano, mi rivolgevano domande in proposito; e anche in quella felice occasione ero stato chiamato in causa da uno dei convitati. Nei giorni seguenti mi ero pertanto proposto di esaminare tutte le bizzarrie, più o meno argute, emerse nel corso del tempo per effettuare una disamina il più possibile accurata sull'argomento. Non ho mai preteso di essere convincente, sia ben chiaro, ma almeno posso dire di aver fatto del mio meglio. Buona lettura.
 
(quello riprodotto qui a fianco è un antico calendario solare Maya)

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21 dicembre 2012: la fine del mondo?
(17 luglio 2009)

Cari visitatori, credo che i tempi siano maturi perché anch'io possa finalmente dire la mia sul famigerato 2012. Non starò certo a somministrarvi una summa di tutte le varie ipotesi più o meno fantasiose che sono state proposte ed elaborate in questi ultimi anni: chi lo desidera può trovare sulla rete una ricca messe di informazioni, ovvero potrà deliziarsi nella lettura di un libro sull'argomento uscito di recente (e che volutamente non menziono, perché non avendolo letto trovo inopportuno farne indebita pubblicità). Mi limiterò pertanto ad alcune considerazioni del tutto personali senza dovermi preoccupare di convincere gli scettici.
Dobbiamo veramente aspettarci, per la data sopra riportata, qualche immane cataclisma che condurrà all'estinzione del genere umano? Vediamo di analizzare spassionatamente la questione dal punto di vista scientifico.

L'impatto dell'asteroide a Chicxulub 65 milioni
di anni fa (© Hartmann)
Estinzioni di massa sul nostro pianeta si sono già verificate nel passato — e certamente si verificheranno ancora in futuro — ma le cause che ne stanno alla base non sono poi così numerose, per cui non sarà difficile passarle brevemente in rassegna.
Cominciamo con quella più scontata, vale a dire un impatto asteroideo o cometario. È ben noto che la distruzione della quasi totalità di forme di vita superiori occorsa alla fine del Mesozoico (65 milioni di anni fa) e che ha portato all'estinzione dei dinosauri è stata causata dalla caduta di un asteroide del diametro di circa 10 km a Chicxulub, nella penisola dello Yucatan. Per provocare una catastrofe planetaria paragonabile a un inverno nucleare è in realtà sufficiente un oggetto di dimensioni inferiori, ma eventi di questo tipo, oltre a essere rarissimi (mediamente una volta ogni 100 milioni di anni per oggetti di tale stazza), sono anche facilmente prevedibili; al giorno d'oggi, infatti, sono noti quasi tutti gli asteroidi di diametro superiore a 1 km in grado di provocare seri danni al nostro pianeta. Lo stesso discorso vale per le comete, tenendo presente che queste sono costituite da materiali più friabili che tendono a distruggersi per attrito atmosferico prima dell'impatto; certo, se sono sufficientemente grandi, come la Shoemaker-Levy precipitata su Giove nel 1994, è chiaro che farebbe un bel danno! Ma ancora una volta sarebbe un evento prevedibile con largo anticipo e non mi risulta che alcuna cometa sia in rotta di collisione con la Terra nei prossimi 3 anni.
Se poi vogliamo a tutti i costi ipotizzare un avvenimento repentino e inaspettato — dovuto a condizioni geometriche insolite fra Sole, Terra e cometa — che dovrà per forza aver luogo alla data tanto attesa, allora dobbiamo confrontarci col calcolo delle probabilità; e forse, a conti fatti, questa risulterà inferiore a quella di uno scontro frontale in pieno Sahara tra due dunebuggy i cui sfigati conducenti abbiano scelto proprio lo stesso anno, lo stesso mese e lo stesso giorno per fare un'escursione nel deserto! Aggiungo, infine, che mi viene abbastanza da ridere quando sento affermare che un tale evento sarebbe stato profetizzato addirittura dai Maya (ammesso poi che sia vero). Questo popolo, sotto certi aspetti geniale, non poteva sapere un bel nulla su asteroidi e comete: il primo asteroide, Cerere, è stato infatti scoperto all'osservatorio di Palermo il giorno di capodanno del 1801, mentre le comete, sino a dopo Galileo, erano ritenute fenomeni della bassa atmosfera (Ticho Brahe, in verità, aveva intuito che si trattava probabilmente di corpi celesti, ma i grandi scienziati sono spesso irrisi se osano andare controcorrente); lo stesso Galileo, malgrado la mole di conoscenze scientifiche di cui disponeva, le considerava oggetti sublunari.

Storica immagine di Eta Carinae ripresa dall'HST
Veniamo adesso a un'altra potenziale minaccia per l'umanità, ossia l'esplosione di una supernova. È noto che le supernovae di tipo II — le più temibili — durante la fase parossistica presentano un output energetico spaventoso: in pochi secondi la stella morente emette molta più energia di quanto ne emette una come il Sole in 10 miliardi di anni, vale a dire in tutta la sua esistenza! D'altra parte, la Terra è protetta da una coltre atmosferica paragonabile a uno sbarramento di calcestruzzo spesso alcuni metri, in grado di bloccare le radiazioni nocive penetranti, in particolar modo i raggi gamma. Più vulnerabili sarebbero certamente i passeggeri e i membri d'equipaggio degli aerei, in quanto a 11 km d'altezza, tipica dei voli intercontinentali, lo spessore atmosferico è ridotto da 1/4 a 1/5. Ma perché una supernova arrivi a creare un danno serio al nostro ecosistema e provocare mutazioni genetiche nei viventi, deve anche essere molto vicina (in termini astronomici, s'intende), diciamo meno di 50 anni luce. Attualmente sono note tutte le stelle presenti in un tale raggio e nessuna possiede i requisiti per diventare una supernova; e comunque eventi del genere sono molto rari in una galassia: nella Via Lattea, ad esempio, non è stata osservata una supernova dal 1604. È vero che Eta Carinae, una supergigante blu con massa superiore a 100 volte quella del Sole, potrebbe esplodere da un momento all'altro; ma innanzitutto in termini astronomici "da un momento all'altro" può significare l'anno prossimo o fra 50.000 anni, anche se gli astronomi sono convinti che entro i prossimi 100.000 anni lo farà; in secondo luogo la distanza di Eta Carinae è di 7500 anni luce, ben al di sopra del limite di sicurezza. Qualcuno ha ipotizzato che la stella potrebbe produrre dei letali GRB (Gamma Ray Burst), per i quali la distanza di sicurezza salirebbe ad alcune migliaia di anni luce; ma i GRB sono direzionali ed emessi nei pressi dell'asse di rotazione della stella e come si evince dalla figura questo NON punta in direzione della Terra.
Altra causa postulata è una tempesta solare di grandi proporzioni. Il Sole, come si sa, è una stella della Sequenza Principale in fase di stabilità; ogni tanto però può manifestare dei sussulti, cosa che ha sempre fatto in passato e continuerà a fare in futuro. Una tempesta magnetica particolarmente violenta accompagnata da flares energetici può senza dubbio aver conseguenze molto serie su apparecchiature elettroniche e circuiti informatici; è una cosa di cui si deve tener conto, considerato che la nostra tecnologia è sempre più basata sull'elettronica. Ad esempio, un blackout sui sistemi di comando informatizzati di un aereo potrebbe causare una sciagura; oppure una testata missilistica lanciata per esperimento da un poligono militare rischierebbe, per errore, di piombare altrove causando molte vittime, oltre a un eventuale grave incidente diplomatico. D'altra parte, per quanto sia nostro dovere fare di tutto per scongiurarli, i disastri aerei non hanno mai causato estinzioni di massa! Come i terremoti e le alluvioni, sono fenomeni localizzati — tremendi quanto si vuole — che in tempi brevi permettono un ritorno completo alla normalità.

Linee di forza del campo magnetico terrestre
Altro argomento a lungo paventato: l'inversione della polarità magnetica della Terra. Anche qui ci troviamo di fronte a un fenomeno già avvenuto in passato. Non è ancora del tutto chiaro da cosa sia prodotto il magnetismo terrestre. Sicuramente ha a che fare con la rotazione del pianeta, col fatto che possiede all'interno un nucleo ferroso allo stato liquido, nonché a disomogeneità nel mantello; tuttavia anche Marte, il pianeta più simile al nostro, possiede un piccolo nucleo ferroso, ma non presenta alcun campo magnetico apprezzabile. Com'è noto, l'asse magnetico terrestre non coincide con quello di rotazione, ma è attualmente inclinato di circa 11 gradi. L'inversione della polarità è un fenomeno molto lento che richiede alcune centinaia di migliaia d'anni, anche se su tempi così lunghi formulare un periodo preciso non è facile; l'ultima pare sia avvenuta circa 100.000 anni fa e secondo alcuni scienziati ciò deporrebbe a favore di un'imminenza del fenomeno; ma meno di supporre una subitaneità dell'evento del tutto infondata, tre anni sono decisamente pochi e neppure ipotizzabili!
Ad ogni modo, a cosa può portare un'inversione della polarità magnetica? È difficile fare previsioni. Nella migliore delle ipotesi assolutamente nulla: vorrà dire che l'ago colorato di una bussola punterà a sud anziché a nord. Nel peggiore dei casi è stata ipotizzata una minore schermatura contro il vento solare con conseguente maggiore penetrazione delle radiazioni dannose (soprattutto ultravioletti e raggi X) che determinerebbe un aumento delle malattie tumorali per gli esseri umani. Anche la fauna potrebbe risentirne, in quanto ci sono alcuni animali, come le balene e taluni uccelli migratori, che utilizzano il campo magnetico per orientarsi. Ma, ripeto, si tratta di un fenomeno molto lento: di qui a decine o centinaia di migliaia di anni, sempre che la nostra civiltà non si sia da tempo estinta per cause naturali, è auspicabile che il progresso della medicina sia arrivato al punto da aver debellato definitivamente ogni forma di neoplasia dovuta a un'eventuale sovraesposizione alle radiazioni ionizzanti.
Per quanto invece riguarda un'inversione dell'asse di rotazione della Terra, entriamo nel dominio della fantascienza pura. Ciò che di fatto accade all'asse terrestre è che la sua inclinazione, attualmente di 23.5°, non è costante, ma varia da poco meno di 22° a poco più di 24° su un periodo grosso modo di 40.000 anni. Un lieve calo nell'inclinazione porterebbe, ovviamente, a stagioni meno marcate che causerebbe una maggior estensione delle calotte polari, mentre il contrario avverrebbe se l'inclinazione dovesse aumentare. Dunque cambiamenti climatici sì, ma non certo estinzioni generalizzate di forme di vita! Ben altra cosa sarebbe un mutamento dell'asse di rotazione della Terra: questo, però, potrebbe verificarsi solo repentinamente in seguito a un violento impatto esterno (asteroide o cometa), ma in tal caso rientreremmo nella prima ipotesi già trattata.

Situazione del cielo al 21-12-2012
Per puro dovere di cronaca è altresì opportuno chiarire una sciocchezza di cui si parla spesso, vale a dire un presunto e temibile allineamento col centro galattico in grado di trascinarvi la Terra col suo corteggio di pianeti nel corso di un colossale sabba cosmico. L'immagine qui a destra, da ingrandire, rappresenta la situazione del cielo il 21 dicembre 2012, poco dopo il mezzogiorno locale e col Sole in meridiano (è stata ovviamente eliminata l'atmosfera per rendere visibili le stelle). Come si può vedere il centro galattico, indicato dalla crocetta rossa, si trova a circa 6 gradi SSW dal Sole, un valore modesto, ma per il quale non ha senso parlare di allineamento vero e proprio; tuttavia, anche nella malcapitata ipotesi che questo si verificasse non succederebbe assolutamente nulla! Il centro della nostra Galassia si trova a 30.000 anni luce di distanza; è occupato da un buco nero supermassiccio attorno al quale il Sistema Solare ruota alla velocità di 220 km/sec in poco meno di 250 milioni di anni. Quali sarebbero allora le nuove leggi della fisica in base alle quali la nostra stella dovrebbe improvvisamente cambiare traiettoria per tuffarsi in questo mondo ancora sconosciuto ed esservi inghiottito?
Riguardo poi a un altro non meno temibile allineamento, ossia quello planetario, siamo purtroppo in condizioni ancora peggiori; a parte Plutone, invisibile se non al telescopio, ci sono 3 pianeti nei pressi del Sole alla data incriminata: Mercurio, Venere e Marte; il primo si trova a 15° di distanza, il secondo a 20° e il terzo addirittura a 26°. Parlare di "allineamento", in questo caso, sarebbe un'autentica forzatura che non convincerebbe neppure i creduloni più incalliti. Ad ogni modo sarà meglio chiarire che persino una eventuale congiunzione planetaria stretta che interessasse TUTTI i pianeti, sino a Eris, non avrebbe alcuna conseguenza per il nostro ecosistema. Gli unici corpi del Sistema Solare in grado di esercitare effetti misurabili sulla Terra sono il Sole e soprattutto la Luna, a causa della sua prossimità. Ma i fenomeni mareali si susseguono puntualmente due volte al giorno, ininterrottamente da alcuni miliardi di anni (da quando esistono gli oceani) e non esistono tracce di cataclismi con relative estinzioni a causa di ciò, neppure quando, in epoche remote, la Luna orbitava molto più vicina al nostro pianeta.

Un terribile fungo atomico
Non possiamo fare a meno, per chiudere la nostra disamina, di soffermarci su un ultimo aspetto, forse un po' più inquietante, perché maggiormente legato alla cronaca quotidiana e cioè che la nostra civiltà sia minata non tanto dall'esterno quanto dall'interno. Sappiamo bene che il potenziale distruttivo delle armi nucleari presenti sul pianeta è in grado di annientare ogni forma vivente. D'altra parte, non per una forma di innato ottimismo, quanto piuttosto per una naturale tendenza al raziocinio, ritengo improbabile un evento del genere: siamo oramai tutti consapevoli che una guerra nucleare globale non potrebbe avere né vincitori, né vinti ed è quindi auspicabile che il buon senso, una volta tanto, prevalga sull'istinto brutale di annichilimento tipico di alcuni esseri umani. In altri termini desidero augurarmi che prima o poi tutti vengano a conoscenza della celebre affermazione di Einstein: «non so con quali armi si combatterà la III guerra mondiale, ma certamente la IV si farà con pietre e bastoni».

Mi rendo conto di essere stato forse un po' troppo prosaico. Magari alcuni visitatori avrebbero preferito sentire qualcosa di più esilarante nelle mie riflessioni, come un'invasione in massa di alieni, incontri ravvicinati tra "brane" cosmiche, discesa in Terra di un esercito di cherubini dalla spada fiammeggiante per porre fine ai mali dell'umanità o altre fantasticherie. Purtroppo debbo confessare la mia plateale ignoranza su queste cose e sarei allora costretto a rimpallare la questione ad astrologi, negromanti e santoni che saranno certamente più preparati di me.

P.S. — Se le mie elucubrazioni non vi hanno stancato date un'occhiata anche a QUESTO.

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