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21 dicembre 2012: la fine del mondo? | ![]() |
| Presentazione |
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Cari visitatori, credo che i tempi siano maturi perché anch'io possa finalmente dire la mia sul famigerato 2012. Non starò certo a somministrarvi una summa di tutte le varie ipotesi più o meno fantasiose che sono state proposte ed elaborate in questi ultimi anni: chi lo desidera può trovare sulla rete una ricca messe d'informazioni, ovvero potrà deliziarsi nella lettura di un libro sull'argomento uscito di recente (e che non menziono di proposito, perché non avendolo letto trovo inopportuno farne indebita pubblicità). Mi limiterò pertanto ad alcune considerazioni del tutto personali e mi guarderò bene dal cercare di convincere chicchessia.
Dobbiamo veramente aspettarci, per la data sopra riportata, qualche immane cataclisma che condurrà all'estinzione del genere umano? Vediamo di analizzare spassionatamente la questione dal punto di vista scientifico.
Cominciamo con quella più logica, vale a dire un impatto asteroideo o cometario. È ben noto che la distruzione della quasi totalità di forme di vita superiori occorsa alla fine del Mesozoico (65 milioni di anni fa) e che ha portato all'estinzione dei dinosauri è stata causata dalla caduta di un asteroide del diametro di circa 10 km a Chicxulub, nella penisola dello Yucatan. Per provocare una catastrofe planetaria paragonabile a un inverno nucleare è in realtà sufficiente un oggetto di dimensioni inferiori, ma eventi di questo tipo, oltre a essere rarissimi (mediamente una volta ogni 100 milioni di anni per oggetti di tale stazza), sono anche facilmente prevedibili; al giorno d'oggi, infatti, sono noti quasi tutti gli asteroidi di diametro superiore a 1 km in grado di provocare seri danni al nostro pianeta. Lo stesso discorso vale per le comete, tenendo presente che queste sono costituite da materiali più friabili che tendono a distruggersi per attrito atmosferico prima dell'impatto; certo, se sono sufficientemente grandi, come la Shoemaker-Levy precipitata su Giove nel 1994, il danno c'è eccome! Ma ancora una volta sarebbe un evento prevedibile con largo anticipo e non mi risulta che alcuna cometa sia in rotta di collisione con la Terra nei prossimi 3 anni. Se poi vogliamo a tutti i costi ipotizzare un avvenimento repentino e inaspettato — dovuto a condizioni geometriche insolite fra Sole, Terra e cometa — che dovrà per forza aver luogo alla data tanto attesa, allora dobbiamo confrontarci col calcolo delle probabilità; e forse, a conti fatti, questa risulterà inferiore a quella di uno scontro frontale in pieno Sahara tra due dunebuggy i cui sfigati conducenti abbiano scelto proprio lo stesso anno, lo stesso mese e lo stesso giorno per fare un'escursione nel deserto! Aggiungo, infine, che mi viene abbastanza da ridere quando sento affermare che un tale evento sarebbe stato profetizzato addirittura dai Maya (ammesso poi che sia vero). Questo popolo, sotto certi aspetti geniale, non poteva sapere un bel nulla su asteroidi e comete: il primo asteroide, Cerere, è stato infatti scoperto all'osservatorio di Palermo il giorno di capodanno del 1801, mentre le comete, sino al tempo di Galileo, erano ritenute fenomeni della bassa atmosfera (Ticho Brahe, in verità, aveva intuito che si trattava probabilmente di corpi celesti, ma i grandi scienziati sono spesso irrisi se osano andare controcorrente).
Altra causa postulata è una tempesta solare di grandi proporzioni. Il Sole, come si sa, è una stella della Sequenza Principale in fase di stabilità; ogni tanto però può manifestare dei sussulti, cosa che ha sempre fatto in passato e continuerà a fare in futuro. Una tempesta magnetica particolarmente violenta accompagnata da flares energetici può senza dubbio aver conseguenze molto serie su apparecchiature elettroniche e circuiti informatici; è una cosa di cui si deve tener conto, considerato che la nostra tecnologia è sempre più basata sull'elettronica. Ad esempio, un blackout sui sistemi di comando informatizzati di un aereo potrebbe causare una sciagura, oppure una testata missilistica lanciata per esperimento da un poligono militare rischierebbe di piombare altrove causando molte vittime, oltre a un eventuale grave incidente diplomatico. D'altra parte, per quanto sia nostro dovere fare di tutto per scongiurarli, i disastri aerei non hanno mai causato estinzioni di massa! Come i terremoti e le alluvioni, sono fenomeni localizzati — tremendi quanto si vuole — che in tempi brevi permettono un ritorno completo alla normalità.
Ad ogni modo, a cosa può portare un'inversione della polarità magnetica? È difficile fare previsioni. Nella migliore delle ipotesi assolutamente nulla: vorrà dire che l'ago colorato di una bussola punterà a sud anziché a nord. Nel peggiore dei casi è stata ipotizzata una minore schermatura contro il vento solare con conseguente maggiore penetrazione delle radiazioni dannose (soprattutto ultravioletti e raggi X) che determinerebbe un aumento delle malattie tumorali per gli esseri umani. Anche la fauna potrebbe risentirne, in quanto ci solo alcuni animali, come le balene e taluni uccelli migratori, che utilizzano il campo magnetico per orientarsi. Ma, ripeto, si tratta di fenomeni molto lenti: di qui a decine o centinaia di migliaia di anni, sempre che la nostra civiltà non si sia da tempo estinta per cause naturali, è auspicabile che il progresso della medicina sia arrivato al punto da aver debellato definitivamente ogni forma di neoplasia. Per quanto invece riguarda un'inversione dell'asse di rotazione della Terra, entriamo nel dominio della fantascienza pura. Ciò che di fatto accade all'asse terrestre è che la sua inclinazione — attualmente di 23.5° — non è costante, ma varia da poco meno di 22° a poco più di 24° su un periodo grosso modo di 40.000 anni. Un lieve calo nell'inclinazione porterebbe, ovviamente, a stagioni meno marcate che causerebbe una maggior estensione delle calotte polari, mentre il contrario avverrebbe se l'inclinazione dovesse aumentare. Cambiamenti climatici sì, quindi, ma non estinzioni generalizzate di forme di vita! Ben altra cosa sarebbe un mutamento dell'asse di rotazione della Terra: questo, però, potrebbe verificarsi solo repentinamente in seguito a un violento impatto esterno (asteroide o cometa), ma in tal caso rientramo nella prima ipotesi già trattata.
Riguardo poi a un altro non meno temibile allineamento, ossia quello planetario, siamo purtroppo in condizioni ancora peggiori; a parte Plutone, invisibile se non al telescopio, ci sono 3 pianeti nei pressi del Sole alla data incriminata: Mercurio, Venere e Marte; il primo si trova a 15° di distanza, il secondo a 20° e il terzo addirittura a 26°. Parlare di "allineamento", in questo caso, sarebbe un'autentica forzatura che non convincerebbe neppure i creduloni più incalliti. Ad ogni modo sarà meglio chiarire che persino una eventuale congiunzione planetaria stretta che interessasse TUTTI i pianeti, sino a Eris, non avrebbe alcuna conseguenza per il nostro ecosistema. Gli unici corpi del Sistema Solare in grado di esercitare effetti misurabili sulla Terra sono il Sole e soprattutto la Luna, a causa della sua prossimità. Ma i fenomeni mareali si susseguono puntualmente due volte al giorno, ininterrottamente da alcuni miliardi di anni (da quando esistono gli oceani) e non esistono tracce di cataclismi con relative estinzioni a causa di ciò, neppure quando, in epoche remote, la Luna orbitava molto più vicina al nostro pianeta.
Mi rendo conto di essere stato forse un po' troppo prosaico. Magari alcuni visitatori avrebbero preferito sentire qualcosa di più esilarante nelle mie riflessioni, come un'invasione in massa di alieni, incontri ravvicinati tra "brane" cosmiche, discesa in Terra di un esercito di cherubini dalla spada fiammeggiante per porre fine ai mali dell'umanità o altre fantasticherie. Purtroppo debbo confessare la mia plateale ignoranza su queste cose e sono costretto a rimpallare la questione ad astrologi, negromanti e santoni che saranno certamente più preparati di me. (17 luglio 2009) ____________________________________________________________ P S — Se le mie elucubrazioni non vi hanno stancato date un'occhiata anche a QUESTO. |