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Ammassi Globulari | ![]() |
| Presentazione |
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Gli ammassi globulari rivestono un'importanza cruciale in cosmologia, perché trattandosi di oggetti molto vecchi — le stime più recenti danno un valore poco inferiore ai 14 miliardi di anni — la determinazione della loro età diviene un fattore critico nella valutazione dell'età stessa dell'universo. Gli studi spettroscopici di questi oggetti hanno rivelato una minor abbondanza di elementi pesanti rispetto alle stelle che, come il Sole, fanno parte del disco galattico. Si ritiene quindi che gli ammassi globulari si siano formati da una prima generazione di stelle, quelle cosiddette di Popolazione II, nate dalla materia primordiale presente nella giovane galassia poco dopo la sua formazione. I diagrammi HR dei globulari presentano generalmente una sequenza principale breve e diramazioni laterali pronunciate che rappresentano, a conferma di quanto già detto, stelle molto vecchie che si sono evolute dalla fase di gigante o supergigante. Confrontando il diagramma di ciascun ammasso globulare con quello dei modelli teorici derivati dalla teoria dell'evoluzione stellare, è possibile stimare l'età dell'ammasso; ed è stata una sorpresa scoprire che tutti questi oggetti sembrano essere coetanei, quasi esistesse una ragione fisica per la quale si sarebbero tutti formati in un breve intervallo di tempo della storia dell'universo.
Come nel caso degli ammassi aperti, anche per i globulari sarà opportuno definire una classificazione che tramite un'apposita sigla permetta di individuarli facilmente; in questo caso, tuttavia, le cose sono molto più semplici, perché dal punto di vista visivo i globulari sono contrassegnarli da un semplice numero compreso tra 1 e 12: più basso è il numero, maggiore è la concentrazione, ossia la variazione di luminosità verso l'interno, che possiamo altresì definire come gradiente di luce. Va da sé che se un globulare è di classe 12 si presenta pallido e di luminosità uniforme, ossia di gradiente nullo. Un altro importante parametro che caratterizza i globulari, anche se puramente limitato all'osservazione spettroscopica, è la metallicità; questa viene usualmente espressa come il logaritmo del rapporto tra ferro e idrogeno tenendo come riferimento il Sole (ricordiamo che gli astrofisici definiscono "metalli" tutti gli elementi più pesanti dell'elio). Può sembrare un concetto astruso, ma non lo è: dire che un certo globulare ha una metallicità pari a -2 significa che il rapporto ferro / idrogeno in una delle sue stelle è mediamente di 1/100, o 10-2, rispetto a quello del Sole (-2 è, infatti, il logaritmo o esponente di 10-2); allo stesso modo se la metallicità fosse -1 il suddetto rapporto sarebbe invece di 1/10 (che si può anche esprimere nella forma 10-1).
C. Messier, che trascorse la sua esistenza a cercare le comete, dovette avere più di un sussulto quando scrutando il cielo col suo modesto rifrattore s'imbatteva occasionalmente in uno di essi; con piccole aperture di 60 o 70 millimetri e bassi ingrandimenti questi oggetti appaiono, infatti, tutti pressoché irrisolti, di forma per lo più circolare e di aspetto fortemente cometario, tant'è che nelle descrizioni dello stesso astronomo parigino ricorrono frequentemente espressioni come "nébuleuse sans étoiles" o "ne contient aucune étoiles". Ciò valeva anche per globulari cospicui come M13 o M22 e con la sola eccezione di M4, situato 1 grado ovest di Antares, più disperso dei suoi simili, cui era invece stata data la definizione di "ammasso di stelline molto piccole". Ciò è confermato dal fatto che M 4 come mostra l'immagine qui a sinistra, è di classe 9 ed è quindi a bassa concentrazione interna. Visualmente, fra l'altro, ha un aspetto inconfondibile, in quanto mostra un caratteristico filare di stelle che sembra dividerlo a metà. In condizioni ideali potrebbe essere osservato a occhio nudo, dal momento che presenta una magnitudo che sfiora la 6a; tuttavia è penalizzato dal fatto di essere sempre molto basso sull'orizzonte, dove foschie e inquinamento luminoso spesso stemperano le immagini sul fondo cielo: trovandosi nello Scorpione, infatti, non culmina mai al di sopra dei 20 gradi per una località situata nel Nord-Italia; più fortunati, come sempre, gli abitanti del meridione, i quali possono allo stesso tempo disporre di cieli usualmente più scuri. Ad ogni modo abbiamo preparato, anche in questo caso, una piccola lista di oggetti che si possono individuare senza ausili ottici e che appartengono al catalogo di Messier; si tratta in pratica dei 4 più brillanti della 6a magnitudo integrata. Speriamo che anche stavolta possano essere di stimolo per i nostri visitatori. ___________________________ (Clicca qui per visionare la tabella) |