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È importante, onde entrare nel vivo del nostro discorso, definire una classificazione di questi oggetti e per comodità ci atterremo a quella introdotta dall'astronomo americano Robert Trumpler nel 1930. Trumpler, vissuto tra il 1886 e il 1956, aveva condotto studi interessanti sulla caduta di luminosità delle stelle causata dall'assorbimento interstellare, significativo nel caso degli ammassi aperti, a causa della forte concentrazione di polveri presente nel piano della Via Lattea. In base a questa classificazione, a ogni ammasso aperto è attribuito un codice alfanumerico che definisce, rispettivamente, il grado di concentrazione, la gamma di luminosità delle stelle da cui è composto e la ricchezza.
La gamma di luminosità delle stelle è definita da 3 cifre:
Infine, la ricchezza è contrassegnata da 3 lettere:
Nel caso di M 11, già citato, la classificazione è la seguente: I 2 r, ossia presenta una forte concentrazione interna, le stelle hanno un range di luminosità moderato ed è molto ricco. Nel caso delle Pleiadi (M 45) la codifica è invece VI 3 r n, vale a dire: ben concentrato e isolato dal fondo cielo, ampia variazione di luminosità delle componenti, ricco, con presenza di nebulosità.
Al secondo posto, come luminosità, troviamo le Yadi, situate attorno alla brillante Aldebaran, che però non fa parte del gruppo. Non solo questo ammasso è facilmente visibile a occhio nudo, ma è possibile addirittura contarvi una 15-ina di stelle. Le Yadi sono distanti 130 anni luce, un valore noto con una certa precisione in quanto è stato possibile determinarlo col metodo della parallasse trigonometrica che in assoluto è il più attendibile, in quanto si tratta di un metodo diretto. Al terzo posto per luminosità non potevano mancare le Pleiadi, forse in assoluto l'ammasso più bello del cielo boreale; il numero delle stelle visibili a occhio nudo varia notevolmente a seconda dell'acuità visiva dell'osservatore. J. Mallas, coautore assieme a E. Kreimer di un celebre best seller sugli oggetti Messier, riusciva a contarne non meno di 14! Normalmente, però, se ne vedono 6 o 7, come ci viene tramandato anche dagli antichi osservatori del mondo ellenico; sotto Tolomeo Filadelfo erano addirittura fioriti un gruppo di 7 poeti tragici noti come I Sette della Pleiade. Questo gruppo è distante 380 anni luce, ma è preceduto, in fatto a distanza, da un altro curioso agglomerato di stelle, situato a soli 240 anni luce nella Coma, e denominato Melotte 111; attenzione, però, a non confonderlo con l'Ammasso della Coma propriamente detto che si riferisce invece a un nutrito gruppo di galassie situato una decina di gradi più a est. Anche in Mel 111 un osservatore dotato di una buona vista può discernere 7 o 8 componenti. Subito dopo possiamo giustamente annoverare M44 nel cancro, forse meglio conosciuto come Praesepe. Qui è virtualmente impossibile riuscire a individuare singole stelle a occhio nudo anche perché la distanza, pari a 600 anni luce, comincia a farsi non indifferente. A occhio nudo si presenta solo come una macchia, anche se ben evidente e definita, ma è sufficiente un mini-cercatore da telescopio per mostrare una dozzina di stelline di 7a. Sembrano ormai lontani i tempi quando Galileo, per la prima volta, vi puntò il suo rudimentale cannocchiale e rimase esterrefatto! Un altro oggetto degno di nota e facilmente visibile a occhio nudo è quello conosciuto come Brocchi's Cluster o più freddamente Collinder 399, situato nella Vulpecula. Da sempre ritenuto un autentico ammasso aperto, questa sua natura sembra tuttavia definitivamente tramontata in base ai dati sulla parallasse e sul moto proprio forniti dal satellite Ipparco. È un gruppo molto bello e caratteristico osservato in un 20×80 o in un piccolo telescopio a bassi ingrandimenti; ma per informazioni più dettagliate su quest'oggetto potete andare alla paginetta corrispondente (vedi).
Secondo Sandage h e Chi Persei è uno degli oggetti più giovani che si conoscono, con un'età stimata non superiore a 2 o 3 milioni di anni, un valore confermato anche da R. L. Wildey che ha eseguito uno studio del diagramma colore-magnitudine in connessione con l'associazione Perseus I che circonda gli ammassi. Dal momento che sin ora abbiamo presentato alcuni ammassi galattici visibili a occhio nudo, ecco qui una tabella che può rivelarsi utile come puro allenamento visivo; in essa sono contenuti una quarantina di oggetti sparsi per il cielo. Sia chiaro che non ha alcuna importanza il visus dell'osservatore: dal momento che non si impiegano ausili ottici, chi dovesse avere qualche difetto visivo può sempre inforcare un paio d'occhiali. La cosa importante è cominciare a familiarizzare col cielo stellato. ___________________________ (Clicca qui per visionare la tabella) |